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Terminare le incompiute per rilanciare l’economia, la proposta di Pmisicilia

Umberto Terenghi. Foto Internet

Rilanciare l’economia siciliana attraverso il completamento di tante piccole opere incompiute. È questa la proposta di Pmisicilia, associazione delle microimprese che sull’argomento ha avviato uno studio che intende presentare al presidente della Regione, Rosario Crocetta.

«In Sicilia – spiega Umberto Terenghi, vicepresidente di Pmisicilia – ci sono tante piccole opere rimaste incompiute per svariati motivi. La nostra associazione intende censirle, in collaborazione con i Comuni, e individuare, innanzitutto, quelle immediatamente cantierabili.

Poi basterebbe reperire le risorse per il loro completamento attraverso i fondi europei, con progetti che potrebbero essere seguiti dagli stessi Comuni. In questo modo si avvierebbe un immediato circolo virtuoso per l’economia siciliana: si completerebbero opere utili alle comunità; si spenderebbero facilmente e proficuamente i fondi europei, scongiurando il rischio di disimpegno; si permetterebbe a tante piccole e micro imprese del territorio di lavorare e creare occupazione; le imprese pagherebbero Iva, Irpef e altre tasse che in parte andrebbero nelle disastrate casse della Regione consentendo anche di abbattere l’enorme debito che l’Ente ha accumulato.

Tutto questo in un lasso di tempo ristretto perché puntando sulle incompiute nuovamente cantierabili non sarebbe necessario attendere tempi lunghi per la progettazione né per la richiesta di permessi alla Pubblica amministrazione.

Inoltre, non si inciderebbe negativamente sull’ambiente con nuove cementificazioni, piuttosto si otterrebbe un miglioramento qualitativo ed estetico del territorio, completando tante strutture rimaste a metà. Ma per far ciò – prosegue Terenghi – è fondamentale che si punti solo sulle piccole opere. Puntare sui grandi interventi, invece, avrebbe effetti diversi: si allungherebbero i tempi di realizzazione e a lavorare sarebbero solo grandi imprese, possibilmente del Nord, con la conseguenza di spegnere il circolo virtuoso descritto. Purtroppo, però, il presidente Crocetta sta andando verso direzioni che sembrano opposte, favorendo i grandi gruppi e le grandi opere».

Comunicato Stampa

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