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Estorsione, Berlusconi ascoltato a Roma

foto da ilcorrieredabruzzo.it

Non si conosce né il luogo né l’orario preciso, ma l’audizione di Silvio Berlusconi davanti ai pubblici ministeri di Palermo si terrà a Roma, oggi pomeriggio. L’incontro è una fase fondamentale dell’indagine sui 40 milioni di euro che in dieci anni l’ex presidente del Consiglio ha versato sui conti del senatore palermitano Marcello Dell’Utri, socio di Berlusconi sin dagli anni ’70 e co-fondatore di Forza Italia nel 1993.

Secondo i magistrati Nino Di Matteo e Francesco Del Bene e il procuratore Francesco Messineo, tutto quel denaro passato dalle “mani” del leader del Pdl a quelle di Dell’Utri sarebbe frutto di un’estorsione. La data di oggi, 5 settembre, era il termine ultimo imposto dai pm a Berlusconi per presentarsi, visti i tre precedenti rifiuti: due per obblighi istituzionali e uno, l’ultimo, tramite alcune eccezioni sollevate dal legale dell’ex premier, l’avvocato Niccolò Ghedini.

Eccezioni che mettevano in dubbio, in primis, la competenza territoriale dei giudici e in seconda battuta chiedevano che Berlusconi venisse ascoltato come teste assistito, quindi accompagnato dal legale e con la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Alla fine di una lunga trattativa, iniziata a fine agosto, le due parti hanno trovato un punto d’incontro: Silvio Berlusconi non scenderà a Palermo ma rimarrà a Roma, saranno i pm a raggiungerlo per interrogarlo. Da solo.

Marcello Dell’Utri nel gennaio 1996 viene messo sotto accusa per concorso esterno in associazione mafiosa, a ottobre viene rinviato a giudizio e il 5 novembre 1997 inizia il processo. Solo 7 anni dopo, nel dicembre 2004, la sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale di Palermo, commina a Dell’Utri 9 anni di reclusione, 2 anni di libertà vigilata, intedizione perpetua dai pubblici uffici e una multa di 70 mila euro da versare nelle casse di Provincia e Comune di Palermo.

Secondo la sentenza, il senatore aveva allacciato e intensificato i rapporti con Cosa Nostra, favorendo rappresentanti delle cosche mafiose in cambio di sostegno elettorale alla neonata Forza Italia. Inoltre, Dell’Utri – sempre secondo la Corte – aveva messo in contatto i boss con le alte sfere della finanza e dell’economia italiana.

Nell’aprile di due anni fa la sentenza d’appello riduce la pena a 7 anni, assolvendo Dell’Utri per i fatti contestatigli successivi al 1992. Sei mesi fa la corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza. Dell’Utri è comunque implicato nel processo relativo alla presunta trattativa Stato-Mafia: la Procura di Palermo ha chiuso le indagini lo scorso giugno, rinviando a giudizio il senatore e altre 11 persone. Per Dell’Utri l’accusa è di violenza o minaccia a corpo politico dello Stato.

La presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi è strettamente collegata a questo processo: il senatore avrebbe promesso il silenzio riguardo ai presunti rapporti dell’ex premier con Cosa Nostra in cambio di denaro.

 

Valerio Valeri

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