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Teatro, al Politeama in scena Rapsodia Satanica

Sabato pomeriggio il Teatro Politeama si è trasformato in una sala cinematografica dall’atmosfera di primo Novecento, per la proiezione del film muto Rapsodia Satanica di Nino Oxilia del 1917, nella versione restaurata a colori,e per l’esecuzione dal vivo dell’omonimo brano musicale composto da Pietro Mascagni eseguito dall’Orchestra Sinfonica Siciliana sotto la direzione di Marcello Panni.

Il concerto, una chicca fuori abbonamento e in prima esecuzione palermitana, fa da preludio all’inizio della 54° stagione concertistica dell’ OSS. “E’ la pagina sinfonica più bella di Mascagni insieme all’Intermezzo di Cavalleria Rusticana – dice Panni – un poema sinfonico incentrato sull’amore, sul diavolo e sulla bellezza perduta”.

La storia è infatti una sorta di Faust al femminile: racconta di una dama dell’alta società dei primi anni del XX secolo, Alba d’ Oltrevita, avanti con gli anni che stipula un patto con Mefisto per riacquistare la giovinezza da tempo perduta e sempre rimpianta a condizione però di non innamorarsi. Ma, recuperata la bellezza degli anni giovanili, la nobildonna si troverà nelle condizioni di non potere mantenere l’impegno preso innamorandosi dell’affascinante Tristano, e Mefisto si riprenderà la giovinezza e le restituirà sofferenza e vecchiaia, come punizione del mancato rispetto del patto.

A Marcello Panni va il merito di avere riscoperto e di avere riportato in auge l’opera. “Nel 1914 – racconta il direttore – la Cines commissionò il lavoro a Mascagni che scelse tra tante, la pellicola di Nino Oxilia e impiegò ben cinque anni per scriverne la partitura. Una volta messa in scena il successo è stato immediato, arrivando a replicare, a Torino tra il 20 gennaio e il 10 febbraio del 1918, addirittura quarantacinque spettacoli, ben due al giorno”.

Puntuale e attenta l’esecuzione da parte dell’Orchestra, perfettamente sincrona alle immagini. Splendido il filmato restaurato (solo alcuni momenti di nero, al posto dei pezzi di pellicola mancanti), con protagonista una vera diva del cinema muto: Lidia Borrelli.

Mario Trapani

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