Economia & Lavoro

Tares: probabile slittamento al 2014, ma servono 2 miliardi

 

Foto internet

Nuova batosta in arrivo per i contribuenti italiani: il pagamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, potrebbe slittare dal prossimo luglio a gennaio 2014, ma questo rinvio potrebbe costarci due miliardi di euro in termini di minor gettito. La Tares è la nuova versione di quella che in alcuni comuni si chiamava Tarsu e in altri Tia e sarebbe dovuta entrare in vigore il prossimo primo luglio, ma la presidente della Camera e alcuni soggetti sociali hanno chiesto un rinvio: l’esecutivo dimissionario di Mario Monti non se l’è sentita di prendere la decisione sull’eventuale posticipo, lasciando la responsabilità al nuovo governo. Ma dopo la presa di posizione del Capo dello Stato Napolitano, che ha ridato vigore istituzionale al governo di Monti, la ‘patata bollente’ ritorna nelle mani dell’esecutivo guidato dal Professore e quindi non si può più rinviare.

La Tares nasce grazie al decreto dell’ottobre 2011 sul federalismo fiscale che ha anche fornito le modalità di calcolo: metri quadri, quantità di rifiuti, tipo di rifiuto e relativo smaltimento. Questo costerà in media alle famiglie italiane il 30% in più rispetto ai precedenti prelievi. Per gli esercizi commerciali la batosta sarebbe ancora più pesante: secondo Confcommercio i negozi dovrebbero far fronte ad un aumento del 290%, che salirebbe al 400% per ristoranti, bar e pizzerie e addirittura al 600% per i negozi di frutta e verdura. Questo porterà nelle casse dei Comuni ben 8 otto miliardi di euro, due in più rispetto agli incassi di Tarsu e Tia.

Cigl, Cisl e Uil spingono per una spalmatura del pagamento a rate, come già avvenuto con l’Imu, in modo da non far coincidere questo pagamento con quello di altre imposte e tasse: tra giugno e luglio di questo anno i contribuenti dovranno infatti pagare Imu, Irpef, l’eventuale imposta Tares e dovranno subire anche l’aumento Iva di un punto (dal 22% passerà al 23%).

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.