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Taranto: nessuna misura di compromesso per l’Ilva

Ilva, foto internet

Da giorni si aspettava una bella notizia per i lavoratori dell’Ilva, si sperava che attraverso il dissequestro vincolato delle merci, non da tutti condiviso, si potessero risolvere i problemi economici dell’azienda destinando il ricavato della vendita agli stipendi e agli interventi dell’Aia.

La procura di Taranto invece ieri ha detto no al sequestro vincolato della merce finita e semilavorata che rappresenta prova di reato. Per i pm non può cambiare la decisione perché non esistono elementi che intanto abbiamo fatto mutare il contesto.

Il procuratore capo della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, in una nota ha dichiarato:All’autorità giudiziaria non è consentita l’adozione di misure ‘di compromesso’, magari anche comprensibili da diversi altri punti di vista, ma che non trovino il loro fondamento in specifiche disposizioni normative processuali e penali”. In poche parole a quasi sei mesi dall’esplosione del caso Ilva sul piano giudiziario la procura di Taranto ha chiarito la sua posizione. Ora la decisione definitiva è rinviata alla Corte Costituzionale.

Ovviamente questa risposta negativa della Procura non ha lasciato i diretti interessati indifferenti e oltre alle tensioni a Taranto, ieri ci sono state manifestazioni anche in altri stabilimenti del gruppo. Il segretario della Fiom Cgil della Liguria ha detto: “Se il 10 febbraio l’azienda non pagherà gli stipendi dicendo che non ha i soldi, questo diventa un fatto grosso. Se ciò accadesse, di certo noi non staremo fermi”. Dal canto suo il Governo cerca di tranquillizzare i lavoratori e le aziende, il ministro dell’Ambiente, Clini, ha chiarito che la cassa integrazione non deve essere un segnale di difficoltà dell’impresa, ma uno strumento per avviare gli investimenti per la riqualificazione e la ripresa della produzione. “Stiamo lavorando e lo faremo fino alla prossima settimana e speriamo che per lunedì ci sia un quadro più chiaro e l’impegno dell’impresa” ha aggiunto.

Mentre si attende la risposta della Corte Costituzionale, a Taranto l’amministrazione comunale su indicazione della ASL ha emesso un’ordinanza concernente i rischi che derivano da alimenti di origine animale o vegetale, o derivanti da filiere non esaminate e controllate, per la possibile contaminazione di sostanze inquinanti emesse dall’industria siderurgica Ilva.

Valentina Molinero

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Un Commento

  1. Aziende come Ilva far distruggere l’economia e non guardare l’uomo intorno, tutti gli aiuti alla popolazione di Taranto dal Belgio.
    Ilva fermare il crimine e prendere la vostra responsabilità

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