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Successo di pubblico per Ben Harper a Taormina

Ben Harper (foto Internet)

La cornice del Teatro Antico di Taormina è una di quelle capaci di togliere il fiato a chiunque, figuriamoci ad un artista “blue” e sensibile sia nel privato che nelle sue composizioni. E’ di Ben Harper che stiamo parlando e del suo concerto che si è svolto ieri sera, 25 luglio 2012, per l’appunto nel meraviglioso Teatro Antico di Taormina.

L’artista americano che per la prima volta, in circa vent’anni di carriera, è sbarcato in Sicilia non ha fatto mistero di essere rimasto affascinato dalla regione. Più volte ha dichiarato, infatti, che quello di Taormina sarebbe stato un concerto speciale, perché il luogo e l’energia trasmessa dal vulcano lo avrebbero ispirato come in poche altre occasioni. Ed effettivamente così è stato.

“Ogni concerto – ha detto, parlando di Taormina – è un’alchimia, una magia, che ha come ingredienti chi suona, chi ascolta e il luogo in cui tutto questo avviene. Un posto così speciale come il Teatro Antico merita senza dubbio il massimo. Ecco perché ho pensato e ripensato a quali brani suonare. Punterò, certo, su quelli più noti del mio repertorio, dai più vecchi a quelli recentissimi, però…”.

Opening d’eccezione del concerto è stato il palermitano Fabrizio Cammarata, che ha riscosso in questi anni un consenso unanime di pubblico e critica con il suo gruppo “The Second Grace”. I suoi trenta minuti di set solo voce e chitarra hanno coinvolto tutto il pubblico, che di solito non è generoso con i gruppi spalla, ma come detto Fabrizio non è una spalla qualsiasi.

Dopo Fabrizio Cammarata e cambio palco, il cantautore americano è salito sul palco per intrattenere, deliziare ed emozionare il pubblico con un live act di due ore e mezza che ha ripercorso l’intera carriera del Bluesman statunitense. Non è stato deluso chi si attendeva di sentire i virtuosismi di Ben Harper con la sua leggendaria chitarra Weissenborn, un modello slide degli anni Venti che si suona da seduti, tenendola sulle gambe. Ben Harper ha imbracciato lo strumento che gli fu donato dal nonno e per circa trenta minuti ha ipnotizzato il teatro coi suoi virtuosismi.

Il nonno, liutaio sbarcato in America dalla Russia, ebbe un ruolo fondamentale nella formazione artistica di Ben. Fu lui che a Claremont, cittadina californiana a 80 chilometri da Los Angeles, aprì un negozio di strumenti musicali dove il piccolo Ben, classe 1969, crebbe dopo il divorzio dei genitori, imparando a riparare gli strumenti ma soprattutto a suonare. E a soli dodici anni stupì un pubblico di professionisti esibendosi con una chitarra a dodici corde, cominciando a costruire la sua leggendaria carriera, che lo avrebbe portato poi ad esibirsi con le più importanti personalità della musica contemporanea: R.E.M., Pearl Jam, Radiohead, A Tribe Called Quest, Gov’t Mule, Beth Orton, The Fugees e John Lee Hooker.

Ben Harper ieri ha confermato di essere ancora ispirato e di non aver perso la voglia di stupire il pubblico, che non ha esitato a lasciarsi coinvolgere dal carisma dell’artista.

Fabio Butera

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