CronacaScuola & Università

Studenti in piazza contro la riforma Renzi la “buona scuola”

Oggi migliaia di studenti si sono  mobilitati in massa in tutta Italia, per ribadire il proprio dissenso  alla riforma la “buona scuola” voluta dal governo di Matteo Renzi , affermando a gran voce che in questi anni la politica,  “ha trasformato e smantellato l’istruzione pubblica rendendola sempre più elitaria ed escludente”.

Gli studenti si mobilitano spiega Alberto Campailla,  portavoce del coordinamento universitario, “per proporre un nuovo modello di scuola e università, che sia prima di tutto inclusivo per tutti, indipendentemente dalla situazione economica di partenza,  per  garantire un diritto allo studio che sia in grado di coprire veramente le esigenze di tutti coloro che ne hanno bisogno.”

La protesta continua e diventa ancora più forte perché, come sostengono gli studenti e lo stesso Campailla “Quest’anno la situazione è ancora più grave e drammatica del solito dal  momento  che  con le nuove modalità di calcolo dell’ISEE moltissimi studenti saranno esclusi dalla borsa di studio.  Ma noi non rinunciamo alla borsa di studio e alla possibilità di accedere all’università. Ci troveremo davanti  al ministero dell’istruzione alle ore 9 in presidio per ribadire che il Governo  deve mettere in campo gli strumenti per risolvere la situazione.”

Gli studenti chiedono l’abolizione immediata del parametro Ispe per l’accesso alla borsa , l’innalzamento della soglia Isee  e una sanatoria per tutte quelle perone che sono state escluse dalla borsa, per colpa delle nuove modalità di calcolo.

Intanto gli Atenei Italiani si svuotano sempre di più, a causa anche dei costi troppo alti, come sta succedendo all’università di Palermo, come affermano gli studenti che si sono ritrovati a piazza Castelnuovo (PA), denunciando che negli ultimi anni il numero  degli  iscritti agli atenei Palermitani si è abbassato di circa 15mila studenti in meno, le cause vanno ritrovate sia per i costi di iscrizione troppo alti che per l’esodo che gli studenti compiono verso altre università Italiane.

Si registrano manifestazioni a Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma,  Firenze, Napoli, Palermo.

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