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Strage Via D’Amelio: presentazione Fiaccolata in memoria di Borsellino

In vista del ventunesimo anniversario della strage di Via D’Amelio il “Forum XIX Luglio”, il cartello che riunisce oltre quaranta tra associazioni e movimenti, presenta alla stampa la diciassettesima edizione della Fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta mercoledì 17 luglio alle ore 10:30 presso Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile.

Interverranno Davide Gentile del Forum XIX Luglio, Salvatore Orlando Presidente del Consiglio Comunale di Palermo, Salvo Pogliese Vice Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e Valeria Grasso Presidente dell’Associazione “Legalità e Libertà”.

Verrà illustrato il programma della manifestazione ormai divenuta la più partecipata mobilitazione antimafia del 19 luglio che quest’anno, dopo le polemiche iniziali, è stata concordata con il Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino per evitare la sovrapposizione delle due iniziative. Inoltre sarà presentato l’elenco delle sigle che hanno aderito alla Fiaccolata, che si svolgerà venerdì 19 luglio alle ore 20:00 da Piazza Vittorio Veneto fino in Via D’Amelio.

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Un Commento

  1. LA LETTERA AL CORRIERE
    Mancino: «Salvatore Borsellino
    fa sempre una citazione monca»
    «Se ci fosse stato l’incontro, perché avrei dovuto nasconderlo?»
    ROMA – Egregio Direttore, nell’imminenza dell’anniversario della strage mafiosa di via D’Amelio nella quale caddero il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta, mi trovo, mio malgrado, di nuovo messo sotto accusa da Salvatore Borsellino che, dopo un lungo silenzio di oltre dodici anni dall’accaduto, da qualche tempo crede di avere individuato una mia presunta responsabilità morale nell’attentato, che afferma ma non prova. Questa volta lo strumento usato per quella che non esito a denunciare come una aggressione personale, è una videointervista pubblicata oggi, senza che a me sia stata data l’opportunità di replicare, sul sito «Corriere.it».
    Nella videointervista Salvatore Borsellino ripete senza modifiche le sue accuse. La ricostruzione dei fatti si ricava dall’interrogatorio che Gaspare Mutolo rese il 21 febbraio del 1996 nell’aula del processo celebrato a Caltanissetta per la strage di via D’Amelio. Senonchè Salvatore Borsellino cita sempre, e anche nel video riportato oggi dal Corriere.it, una sola parte di quella testimonianza, in cui il magistrato dice al pentito che deve allontanarsi per andare al Viminale. Sono in possesso delle pagine processuali. Sono un po’ lunghe. Cito, perciò, dal volume «L’agenda rossa di Paolo Borsellino», di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, ed. Chiarelettere, pag. 146. «Sai, Gaspare, debbo smettere perché mi ha telefonato il ministro, ma…manco una mezz’oretta e vengo». Salvatore Borsellino cita continuamente questa frase, ma mai ricorda quel che Paolo Borsellino disse allo stesso Mutolo al suo ritorno dal Viminale. Se proseguiamo nella lettura de «L’agenda rossa», nella stessa pagina 146, possiamo leggere il seguito del racconto di Mutolo: «Quindi (Paolo Borsellino) manca qualche ora, quaranta minuti, cioè all’incirca un’ora, e mi ricordo che quando è venuto, è venuto tutto arrabbiato, agitato, preoccupato, ma che addirittura fumava così distrattamente che aveva due sigarette in mano. Io, insomma, non sapendo che cosa (…) Dottore, ma che cosa ha? E lui, molto preoccupato e serio, mi fa che viceversa del ministro, si è incontrato con il dott. Parisi e il dott. Contrada…»

    Dunque, è lo stesso magistrato a non confermare l’incontro con il ministro, ed è la stessa fonte – Gaspare Mutolo – a testimoniarlo. Ma Salvatore Borsellino fa sempre una citazione monca, e dà a me del bugiardo. Se ci fosse stato l’incontro, perché avrei dovuto nasconderlo? Che cosa si sarebbero dovuti dire due persone che non avevano mai avuto rapporti tra di loro il primo giorno dell’insediamento di un ministro al Viminale? Che non si sarebbero dovute tenere trattative con la mafia? E chi le avrebbe tenute? Uno che proprio quel giorno era arrivato al Viminale per assumere la responsabilità di dirigere ordine e sicurezza pubblica? Via! Per ricondurre alla giusta dimensione l’atteggiamento di quel Ministro dell’Interno del governo Amato nei confronti della mafia, si ricostruiscano dalle cronache del tempo impegni, decisioni, azioni di contrasto contro la criminalità organizzata, applicazione dell’art. 41 bis, allestimento delle carceri di massima sicurezza dell’Asinara e di Pianosa, scioglimento di oltre 60 Consigli comunali inquinati dalla mafia e da altre organizzazioni malavitose: tutte iniziative portate avanti con fermezza ed intransigenza dal Ministro Mancino”.
    Nicola Mancino
    Vice Presidente
    del Consiglio Superiore
    della Magistratura
    17 luglio 2009

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