Economia & Lavoro

Stangata sui rifiuti, arriva la Tares: 80 euro in più a famiglia

Rifiuti, foto internet

Si chiama “Tares”, acronimo di Tassa sui rifiuti e servizi, l’ultima batosta fiscale lasciata in eredità dal governo Monti. Si tratta dell’unione della Tarsu (tassa sui rifiuti) e delle imposte sull’igiene ambientale, Tia1 e Tia2.

L’ammontare della Tares supera però la semplice somma dei tributi che sostituisce, recando un carico di circa 80 euro in più, che le famiglie dovranno pagare dal prossimo aprile. Questo differenziale era prima a carico dei comuni ma, viste le precarie condizioni finanziarie denunciate dagli enti locali, graverà adesso sui singoli cittadini. Si stima che il provvedimento, contenuto nella Legge di stabilità, porterà nelle casse dello Stato una cifra pari a 1,9 miliardi.

La nuova tassa, che copre la gestione di servizi che vanno dai rifiuti al verde urbano, passando per la polzia locale e l’illuminazione stradale, presenta delle novità rispetto al calcolo e alla riscossione. Anzitutto non contempla la superficie catastale ma quella calpestabile, per cui la tariffa verrà commisurata alle quantità e qualità medie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in base agli usi e alle tipologie di attività svolte.

La difficoltà più grossa risiede nel calcolo di una superficie ben definita, poiché per la maggior parte degli immobili non esiste ancora una copertura catastale. I comuni, diretti riscossori dell’imposta, potranno dunque utilizzare le superfici già denunciate per Tarsu e Tia, aggiungendo poi gli immobili a destinazione ordinaria, ovvero abitazioni di tipo signorile, civile, o economico.

Sostanzialmente, chiunque possieda un immobile, adibito a qualsiasi uso e “suscettibile di produrre rifiuti urbani”, sia egli proprietario o inquilino, dovrà affrontare una spesa media di circa 300 euro, variabili a seconda dei metri quadrati dell’edificio, senza tener conto degli occupanti. L’importo potrà essere dilazionato in quattro rate trimestrali.

Secondo un calcolo del Sole 24ore, tra Tares, bollette, spese giornaliere, ricadute dell’Imu e imposte varie, nel 2013 le famiglie italiane dovranno sborsare circa 1500 in più.

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