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Staminali, decreto Balduzzi scontenta i malati e spaventa la Scienza

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È stato approvato il ddl di conversione in legge del decreto Balduzzi sulle staminali. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera. Sono stati accolti quattro emendamenti dei 18 presentati.

La senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) aveva dichiarato «Si è trattato di un testo condiviso». Il provvedimento è stato firmato a Palazzo Madama dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, che ha parlato di giusto punto di equilibrio «tra le ragioni del cuore e della coscienza e quelle della scienza».  Approvati gli emendamenti si da il via a sperimentazioni cliniche controllate, per circa 18 mesi, dell’uso di cellule staminali mesenchimali, e dando inoltre la possibilità di ampliare il metodo delle Stamina anche con altri pazienti senza dover ricorrere al giudice. Inoltre il testo comprende una nota molto importante riguardante la non immissione in commercio, così da evitare una pericolosa speculazione economica.

La reazione che ha suscitato tale decisione ha creato schieramenti decisamente opposti. Da un lato alcuni pazienti lamentano una non libertà di cura assoluta e garantita, dall’altro il mondo scientifico ha paura che si possa dare il via a delle cure la cui efficacia non è mai stata provata con assoluta certezza. D’altro canto come dare torto anche a famiglie che ripongono tutte le loro speranze proprio nelle staminali, viste da loro come unica salvezza per i loro cari in preda alla sofferenza per malattie degenerative. È pur vero che i malati che sono già in trattamento con il metodo Stamina possono proseguire le cure negli Ospedali.  L’Istituto Superiore di Sanità e il Centro nazionale Trapianti avranno il compito di controllare tutte le varie procedure, monitorando al meglio le fasi dei trattamenti con il metodo.

A livello internazionale pesano le parole del premio Nobel Shinya Yamanaka, che ha dichiarato sul sito della Società Internazionale per la Ricerca sulle Cellule Staminali, della quale è presidente, «La recente decisione annunciata dal ministro italiano della Salute, autorizzando la somministrazione di cellule descritte come mesenchimali a pazienti con malattie neurologiche ha destato preoccupazione nella comunità scientifica internazionale». La Scienza ha anche paura di dare ai malati false speranze senza tenere conto delle ragioni della medicina.

Il ministro Balduzzi ha replicato con la seguente dichiarazione «il Governo italiano non ha autorizzato alcuna terapia non provata a base di staminali. Il decreto del 25 marzo 2013 ha solo concesso in via eccezionale la prosecuzione di trattamenti non conformi alla normativa vigente per i pazienti per i quali erano stati già avviati alla data di entrata in vigore del decreto, la maggior parte dei quali in applicazione di sentenze della magistratura, e ha contemporaneamente imposto uno stretto monitoraggio clinico dei casi in questione».

Inoltre sul fronte staminali sembra che vi siano passi avanti dal Centro Parkinson di Milano, il cui direttore Gianni Pezzoli parla di una prima sperimentazione di una terapia a base di staminali per combattere la paralisi sopranucleare progressiva, una delle più gravi del Parkinson. Le spese economiche della sperimentazione sono a spese della Fondazione Grigioni.

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