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“Special Age”: il nuovo social network per anziani

La figura del «nonno» che guarda con sospetto quelle «strane scatole», illuminate e piene di colori come i PC, sembra un lontano ricordo. Per essere al passo con i tempi le persone anziane usano quello che la tecnologia mette a disposizione, forse con un po’ meno di abilità manuali ma: però una volta imparate le dinamiche e i trucchi, sono assolutamente in grado di districarsi tra le innumerevoli opzioni che offre la moderna tecnologia. Ma la tecnologia sa stare al passo con il progressivo aumento dell’età? La risposta è semplice: sì e lo dimostra la recente messa in commercio di cellulari con i tasti numerici molto ben visibili, così come sfondi con minor contrasto, che non disturbano la vista per chi ha problemi.

Regalare un sorriso ai “non giovani” adesso è possibile grazie anche ai social network. Nell’era in cui la società è caratterizzata dal crescente numero di tecnologie, sembra arrivare qualcosa che possa mettere insieme il vecchio e il nuovo.

E’ per questo che nasce un nuovo social network ” Special Age” concretamente utile ai “diversamente giovani” della Terza età e anche a chi è giovane ma desidera trarre beneficio dall’ esperienza di chi ha più anni sulle spalle.

Un’innovazione utile per  migliorare l’esistenza delle persone e di accompagnarle nella loro vita quotidiana. Un’organizzazione sociale che darà la possibilità ai nostri nonni di interagire tra di loro attraverso un “click”… con un occhio al passato ed uno al futuro.

Gli “arzilli” utenti avranno la possibilità di vivere con gioia la vita e vivranno più a lungo,  rendendosi anche utili per la società. Una fetta consistente di pensionati digitali che postano e taggano, per divertimento, per passatempo, per allacciare relazioni o per tenersi in contatto con amici e parenti.

Gli anziani che si collegano quotidianamente a un social network per un’ora al giorno ricevono un effetto benefico sulla memoria e hanno la vita allungata,e inoltre  risolveranno il problema “solitudine”  maggiormente accentuato nella nostra società, di giovani e di meno giovani, in particolare di chi non ha tanti mezzi economici.

Cercando nel nuovo social network altre persone della loro stessa città, i meno giovani potranno incontrarsi tra di loro e decidere per esempio di passare l’ultimo dell’anno insieme, a casa di uno loro: per conoscersi meglio e risparmiare le spese del ristorante, facendo festa senza spendere molto.

Ma soprattutto, chiunque potrà sfruttare al meglio le proprie energie facendo qualcosa di utile per il bene collettivo della società. Per esempio, un architetto in pensione potrà aiutare un ragazzo che studia architettura a capire la materia. Questo servizio lo potrà fare chiunque è interessato a trasmettere la sua esperienza. E potrà costruire anche nuovi gruppi di interesse. Ricette di cucina, barzellette e video saranno da costruire insieme.

I computer, i cellulari, internet e le nuove innovazioni tecnologiche possono aiutare un anziano a sentirsi meno solo, meno emarginato in un mondo che è in continua evoluzione, in cui la famiglia non è più fisicamente unita come un tempo, i figli e i nipoti viaggiano, si trasferiscono per lavoro. Come parlarsi e comunicare? Ci sono mezzi come la posta elettronica e programmi che permettono di effettuare video-chiamate: strumenti utilissimi per mantenere le relazioni anche con famigliari lontani. Qualcuno ritiene che la tecnologia non sia adeguata nel fornire supporto alle persone anziane; al contrario, anche se talvolta il computer è un po’ «freddo», spesso diviene lo strumento che garantisce la continuità degli affetti. Ben venga quindi la loro diffusione; spetta poi a tutti noi rendere sempre più umani e utili sul piano vitale questi strumenti. Quindi sono  altrettanto importanti le scuole di informatica per anziani, ma ancor più è necessario l’impegno di giovani e adulti perché le nuove tecnologie possano davvero aprire gli orizzonti delle persone a tutte le età, in particolare quelle che per ragioni di salute sono maggiormente in crisi e più sole.

Il ridere oggi è considerato dagli esperti una specie di ginnastica da fermi, perché fa molto bene: sorridere allunga la vita.E’ dimostrato scientificamente che quando si ride i vasi sanguigni si rilassano, cala la pressione e il rischio di infarto. Quindi perchè non provare, con un apposita sezione, a  sorridere? Un pò come  costruire insieme il libro della vita.  Cosa aspettate? Buona navigazione.

Cristina Monti

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