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Sparatoria allo Zen: presunta messinscena

 

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Sembrerebbe che a distanza di quasi due mesi il pomeriggio di follia vissuto a Palermo lo scorso 16 marzo  in realtà non sia mai accaduto.

Per la Procura e la Squadra Mobile i due poliziotti si sarebbero inventati tutto. L’inseguimento, l’imboscata allo Zen, gli spari contro la polizia, il ferimento di un agente, la caccia all’uomo e l’arresto di un Rom.  Il motivo non è ancora chiaro. Ma intanto il pm Maurizio Bonaccorso ha chiesto al gip di scagionare il rom arrestato, Roberto Milankovich, in carcere da quasi 50 giorni. I due agenti adesso sono indagati con l’accusa di: calunnia, simulazione di reato, falso, procurato allarme, danneggiamento.

Sin dall’inizio il racconto dei due non convince gli investigatori della squadra mobile e il pm Bonaccorso. E anche il questore Guido Longo non ci vede chiaro. Nonostante un proiettile sul cofano dell’auto della polizia e nonostante una ferita di striscio riportata da uno degli agenti. Adesso, a sorpresa, arriva la svolta. I primi dubbi arrivano dopo aver visionato la telecamera piazzata nel parcheggio del Conca d’oro: riprende via Scordia, dove secondo gli agenti è iniziato l’inseguimento.

La telecamera immortala l’auto della polizia che procede ad andatura regolare. Prima, non c’è alcuna auto che fugge. Poi secondo i risultati della balistica il colpo sparato contro l’auto è stato esploso non da 40 metri, come dicono i poliziotti indagati, ma da cinque metri. Il perchè di questa presunta messinscena restano ancora misteriosi.

Cristina Monti

 

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