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Sospendere area pedonale in via Maqueda o rassegnarsi al traffico?

In questi giorni l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo sta inoltrando una richiesta  all’Amministrazione comunale: quella di dire Stop all’isola pedonale sino alla riapertura del Foro Italico.

Infatti molti sono gli inconvenienti e disagi che si sono formati  nella realizzazione di grandi infrastrutture, come per gli interventi sul territorio, tanto maggiori quanto più estese sono le aree interessate. E ne conseguono, ovviamente, temporanei sacrifici a carico della comunità cittadina. Quindi spetta a chi governa il compito di rendere quei disagi il più possibile sostenibili e di ridurne l’impatto sulla vita quotidiana.

Per l’Ordine degli Ingegneri, presieduto da Giovanni Margiotta, un aspetto centrale in tal senso è quello della viabilità, perché incide in modo diretto sulle possibilità di movimento delle persone, che si tratti di spostamenti per lavoro o per qualunque esigenza. Dunque  la pianificazione delle modifiche alla circolazione viaria non può prescindere da un coordinamento tra gli uffici amministrativi competenti, da una visione globale dell’assetto urbanistico della città, da una buona dose di elasticità nelle scelte e da un’accurata azione comunicativa.

I cantieri in città, però, sono numerosi tanto da congestionare il traffico in più punti e non permettere spostamenti agevoli. La chiusura parziale del Foro Italico, oltre a causare ogni giorno lunghi incolonnamenti di veicoli, rende di fatto molto complicato  l’attraversamento longitudinale della città tramite l’asse stradale costiero.

Quindi si potrebbe rendere operativo il doppio senso di circolazione nella carreggiata lato mare a partire dal varco in prossimità di Porta Felice, per agevolare il passaggio delle auto dalla carreggiata lato monte a quella lato mare e alleggerire almeno in parte l’effetto imbuto.

Secondo gli ingegneri alcune alternative ci sarebbero:  una è il viale Regione Siciliana, nato come circonvallazione prima di essere inglobato dall’espansione urbana, e anch’esso congestionato. Poi c’è l’asse Libertà-Maqueda, che potrebbe dare sfogo al traffico e consentire l’aggiramento delle zone di cantiere se non fosse per l’isola pedonale istituita nel segmento centrale. Appunto per questo si vorrebbe che l’Amministrazione, in un momento delicato come questo, sospendesse l’ordinanza sull’isola pedonale di via Maqueda.
L’alternativa è rassegnarsi a ciò che vediamo tutti i giorni: caos nelle strade e cittadini ostaggi del traffico impazzito, anche quando scelgono di utilizzare i bus urbani. Un livello di disagio che va oltre la soglia della sostenibilità.

 Daniela Spadaro

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