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Solo tre giorni di carcere per Roberto Helg: ottenuti i domiciliari

Solo tre giorni di carcere. Come era prevedibile, Roberto Helg, da 15 anni numero uno di via Emerico Amari e vicepresidente di Gesap, arrestato mercoledì scorso mentre incassava una mazzetta da 100 mila euro, ha ottenuto gli arresti domiciliari.

Il gip di Palermo Angela Gerardi ha accolto l’istanza dell’avvocato Giovanni Di Benedetto, subentrato a Fabio Lanfranca, il quale aveva sostenuto che per tenere in carcere persone che hanno oltre 70 anni, come nel caso del settantanovenne Helg, occorre dimostrare “esigenze cautelari di particolare rilevanza”.

L’attenuazione della misura cautelare per l’ex big del commercio del capoluogo siciliano che era finito in carcere, era stata chiesta appunto dalla difesa, mentre la procura aveva formulato istanza di conferma della carcerazione. E ieri, nel corso dell’interrogatorio per la convalida del fermo, svoltosi nel carcere di Pagliarelli, aveva confessato tutto, dichiarando, pero’, di avere agito da solo. Una tesi, quella di essere stato il solo artefice della maxitangente, che non convince affatto l’accusa che ipotizza un sistema di complicità.

Chi e che cosa vuole coprire Helg? E’ possibile che questo sia un caso isolato e che negli anni non ci siano stati altri episodi, passati però inosservati? Domande che ad oggi non trovano risposte e sulle quali la procura proverà a far luce.

Nel frattempo, nel corso dell’interrogatorio svolto davanti al giudice Gerardi, gli inquirenti hanno a lungo insistito perche’ l’ex presidente della Camera di commercio indicasse eventuali complici, basandosi sulla registrazione della conversazione fatta da Santi Palazzolo il commerciante sottoposto all’estorsione, e sugli sms da lui inviati quasi contestualmente ai contatti intrattenuti con Palazzolo.

Helg ha ribadito di non avere accordi con altri soggetti nonostante dalle intercettazioni sembrava che dietro ci fosse un sistema anche collaudato. Irrilevante, secondo la difesa, la circostanza che il patron di Confcommercio avesse entrate mensili per ottomila euro: le sue aziende sono infatti fallite e Helg ha debiti per milioni, ai quali non riuscirebbe a far fronte, al punto da avere l’abitazione pignorata.

Il pool coordinato dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dallo stesso procuratore Franco Lo Voi, con i pm Claudia Ferrari e Luca Battinieri, continua le indagini, svolte dai carabinieri del Comando provinciale di Palermo.

Nel frattempo, l’assessore alle Attività produttive della Regione siciliana Linda Vancheri ha avviato un’indagine ispettiva negli uffici di via Emerico Amari.  L’indagine, affidata a un dirigente regionale che dovrà stilare una relazione dettagliata, punta a verificare il rispetto delle condizioni di legalità e di trasparenza nei processi amministrativi e nella gestione complessiva dell’ente camerale. La relazione potrebbe essere utile per il commissariamento dell’ente.

E siamo alle solite. E’ necessario che scoppi lo scandalo perché finalmente gli organi preposti al controllo decidano di fare il proprio mestiere. Infatti, il sistema camerale regionale ha come riferimento l’assessorato guidato dalla Vancheri, che negli ultimi mesi è alle prese con la riforma degli enti camerali. Ma, appunto, perché non provvedere prima a creare un organismo di vigilanza che scandagli le attività delle Camere e dei Consigli che li governano?

Marina Pupella

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