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Solidarietà a Nelli Scilabra per il proiettile trovato nella buca lettere

Foto internet

Un proiettile di calibro 32 è stato trovato nella buca delle lettere dell’assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra, 29 anni. “Nessuno pensi di intimidire il governo regionale rispetto all’azione di denuncia del malaffare nel sistema della formazione professionale”, ha dichiarato Rosario Crocetta.

“Lavorare in queste condizioni diventa ogni giorno più difficile e preoccupante, oltre che rischioso. È un continuo crescendo di tensione, che non lascia presagire nulla di buono. Auspico che gli inquirenti facciano subito luce sugli ultimi episodi di intimidazione a carico di esponenti politici. All’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale, Nelli Scilabra, va la massima solidarietà personale e di tutto il Parlamento siciliano”. Lo afferma il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone.

“La mia solidarieta’ personale e quella dell’Udc siciliana va all’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale, Nelli Scilabra, dopo il grave atto intimidatorio subito oggi”. Lo afferma il segretario regionale dei centristi Giovanni Pistorio. “L’assessore si sta dimostrando protagonista di un’appassionante stagione di cambiamento – aggiunge – in un settore delicato come la Formazione,dove sta lavorando con coraggio e determinazione. Siamo certi, quindi, che nonostante quanto accaduto non si farà intimidire e proseguirà con ancora piu’impegno la sua azione di governo”.

“La Cisl esprime solidarietà all’assessore alla Formazione Scilabra e condanna il vile atto intimidatorio”. Cosi la Cisl Scuola interviene commentando le minacce ricevute dall’assessore alla Formazione Scilabra. Dopo l’episodio il Segretario Cisl Sicilia Maurizio Bernava ha telefonato all’assessore Scilabra per esprimere la vicinanza di tutta l’organizzazione. “Per la Cisl ogni forma di intimidazione violenta procura solo ulteriori danni ai più deboli in un settore come quello della Formazione, che è ormai esploso con gravi danni sociali per l’ingordigia di un sistema fatto di complicità fra malaffare e politica e che ancora – commentano dalla Cisl – non riesce a darsi un progetto di futuro. Anche se stanno pagando un caro prezzo per la crisi del settore, i lavoratori condannano ogni forma di violenza e intimidazione”.

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