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Siria, Amnesty contro le esecuzioni dei ribelli

Siria – Amnesty contro le esecuzioni. Foto Internet

“Questo scenario descrive uno stato da crimini di guerra e di mancanza di rispetto dei diritti umani”. Così Amensty International condanna l’esecuzione dei lealisti da parte dei ribelli.

Ieri si è registrata un ennesimo scontro a Saraqeb, una zona fra Damasco e Aleppo con la morte di quarantacinque militari. Non mancano i bombardamenti dell’esercito, che dopo la tregua per la Festa del Sacrificio, sono ripresi anche nella capitale.

Una situazione che ricorda quella del nord-Africa del 2011 quando ci furono di massa contro i governi culminate con esilio, carcere o uccisioni dei leader come nel caso di Gheddafi. Anche in quelle occasioni, da più parti arrivarono critiche contro i crimini causati anche dagli oppositori.

Anche se per ora non si sono registrate volontà di intervento straniero, molti paesi chiedono l’abbandono di Assad. . A sostegno del presidente però ci sono paesi come Cina e Russia. Il segretario di stato Hillary Clinton, invece spera in un’unione dell’opposizione per il cambiamento. A questa ipotesi si è detto contrario il capo del Consiglio nazionale siriano Abdel Basset Saida, secondo cui un’alleanza comporterebbe l’inclusione di forze estremiste.

Secondo l’Osservatorio siriano dall’inizio della rivoluzione più di trentaseimila persone fra civili, soldati e insorti hanno perso la vita. Nonostante le pressioni internazionali il presidente Bashar Assad non sembra essere intenzionato a lasciare il potere.

Matteo Melani

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