Televisione

I Siciliani e la Tv: meglio ritornare all’analogico? Su Facebook si dice che…

Immagine presa da internet

La Sicilia è stata l’ultima regione italiana ad adottare il passaggio, più o meno traumatico, dal buon vecchio analogico al famigerato digitale terrestre.

Perpetrando, dunque, la cronica propensione per il ritardo relativamente all’ambito nazionale, il siciliano si trova ancora a combattere (libertà al lettore di assegnare o meno al verbo anche la valenza semantica frutto dell’assonanza col sicilianissimo “cummattiri”), con frequenze, canali e segnali che si assentano troppo spesso, quando nel resto dello stivale il rapporto con questo invadente strumento è già ben avviato.

Come ricorda tuttavia Sergio La Rosa, i problemi di feeling tra il digitale e i suoi utenti non sono mancati, a loro tempo, neanche dalla Calabria in su. Sergio è uno dei 268 commentatori del dibattito sull’argomento proposto dalla pagina Sicilia Facebook (cliccate qui per diventare fan) che chiede ai suoi iscritti segnalazioni sulla propria zona. Gli interventi hanno il comune denominatore della lamentela inerente la ricezione del segnale. Si va da A Marsala si vede malissimo di Elisa Maltese al misero 15% di canali visibili nel ragusano, mestamente rivendicato da Simone Lucifora; ma il segnale, da quanto si legge dai commenti, lascia a desiderare in ogni punto dell’isola.

Come ogni discussione facebookkiana che si rispetti, non manca l’ironia degli utenti: meglio così, siete fortunati, scrive Attilio Ponticelli da Napoli. A proposito, la pagina “Sicilia” ha, come ovvio, fan che vivono ben oltre il territorio dell’isola, i quali confermano l’idea generale emersa dalla discussione, ossia la perplessità sul bisogno di questo passaggio al digitale e la contemporanea e consequenziale nostalgia dell’analogico. Più inquinante e pesante del digitale, il vecchio sistema ha comunque accompagnato gli italiani per più di cinquant’anni della loro storia, avviandoli al più grande strumento di comunicazione di massa prima dell’arrivo del computer. Proprio l’inarrestabile sviluppo di quest’ultimo, tra l’altro, sembra come rendere obsoleto uno strumento che ancora deve radicarsi nelle case degli italiani.

La svariata gamma di canali e i problemi del segnale non ne aiutano il successo, specie tra gli utenti meno giovani. Resta comunque il fatto che i risparmi in termini di energia sono enormi e,  non utilizzandolo, si rimarrebbe indietro rispetto al resto d’Europa per quanto riguarda ciò che resta del mondo televisivo. Tutto ciò all’interno di una nazione in cui ancora si maledice l’ingresso dell’euro e si paventa un ritorno alla cara vecchia lira.

I commenti meno catastrofisti di Facebook invitano alla pazienza, ad aspettare una stabilizzazione telecomunicativa e culturale del nuovo sistema, aiutata, si auspica, da un filo di empatia in più verso il nuovo che, più o meno forzatamente, avanza.

Andrea Cumbo

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