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Saruzzo poor award. Crocetta crolla (tutto) e viene isolato. Gli inSuccessi del 2015

Crocetta Si, amici lettori, questa Sicilia è più scarsa che mai. Siamo in grado di battere noi stessi e altre regioni del mondo nei record di: scarsezza, inefficienza e menefreghismo e lo dimostrano i fatti solo per ricordarne qualcuno.

Insomma un AWARD Siciliano dell’inettitudine.

Il nostro Parlamento siciliano in un anno ha prodotto solo due leggi e mezzo al mese per un totale di 29 leggi approvate da novembre 2014 a dicembre 2015.

Questo  certifica che il lavoro nobilita l’uomo e non il deputato.

Riscossione Sicilia, l’ente riconsegnato da Crocetta al suo fidatissimo Fiumefreddo probabilmente chiuderà in passivo, se non in fallimento. Si proprio così! L’Ente che gestisce la riscossione tributi in Sicilia vanta credito da coloro che lo hanno creato: i politici e gli amministratori pubblici che adesso ne vogliono la chiusura. Ed ecco che il 2015 si farà ricordare anche per il botta e risposta tra il responsabile di Riscossione Sicilia, Fiumefreddo e i tanti deputati e affini, in questo caso evasori.  Storia che prevede un epilogo in tribunale.

La Sicilia tagliata fuori dai finanziamenti per l’edilizia scolastica perché conseguenza diretta della mancata applicazione della legge Delrio sulla ridefinizione delle Province (solo per le Regioni a statuto speciale e quindi noi). Poca roba. Si tratta di 495 milioni di euro per l’anno 2016, 470 milioni di euro dal 2017 al 2020 e 400 milioni del 2021. Bazzecole per una regione ricca qual è la Sicilia.

Ma ricorderemo l’anno dove i fondi del Piano giovani utilizzati per pagare i debiti della stessa Regione. Una vera goduria per i tanti giovani siciliani già depressi per la mancanza di lavoro e di prospettive future.

Possiamo non ricordare come questo governo di super manager  non sia  riuscito a programmare, distribuire e a spendere i 2 miliardi e 185 milioni assegnati del Programma di sviluppo rurale 2007–2013 nel settennio previsto? Risorse economiche che andavano impegnate e spese entro il 31 dicembre 2015.  Tra l’altro il Tar ha anche annullato l’assegnazione di 320 milioni per le colture bio poiché Bruxelles, nella circolare emanata, prevedeva delle distinzioni tra le varie tipologie di piantagioni che nel documento regionale siciliano erano praticamente  assenti.  Ecco però che il danno non lo pagherebbe solo la Regione, ma anche le imprese che ne hanno beneficiato, circa 8mila, in quanto potrebbero essere costrette a restituire i 180 milioni ottenuti. Praticamente la fine di un comparto.

La tanta acclamata rivoluzione sulla Formazione è stato uno dei più grandi fallimenti che questa Regione abbia mai prodotto. Coinvolgendo Enti buoni e cattivi ma soprattutto la morte di migliaia di lavoratori, ma ancora oggi l’instabilità vige, le idee scarseggiano e i propositi sono esili.

Non è passata inosservata l’impugnativa del Consiglio dei ministri sulla legge regionale sugli appalti ” poiché la disposizione era  in netto contrasto con l’articolo 117 della Costituzione che riserva esclusivamente alla competenza legislativa dello Stato la materia della tutela della concorrenza.

Il regalo di Crocetta comunque più grande è riferito ai crediti vantati nei confronti dello Stato. Una vera idiozia, se non da persona cerebralmente instabile, oltre a quest’altra che è l’esclusione da ogni investimento nel decreto sblocca-Italia.

Per i Teatri Siciliani invece, simbolo della Cultura di questa terra anziché provare a ri-organizzare e reindustrializzare le strutture, facendoli diventare operative e produttive, attraverso un management di qualità, sono stati  lasciati soli a morire. Anzi peggio, tenuti tra la vita e la morte tramite una mezza bombola di ossigeno e pure senza erogatore.

Per le attività produttive meglio non entrare nel merito sapendo che in Sicilia d’impresa si muore.

Ad ogni modo sembrerebbe che il generale Crocetta sia stato isolato ed emarginato dal suo stesso partito che attraverso i suoi nuovi assessori vorrebbero provare a recuperare il perduto, programmare il futuro e far dimenticare ai siciliani quanto è accaduto grazie anche al loro concorso.

Intanto è arrivato il 2016 e ha portato per noi tanta sfiducia e depressione che difficilmente potremo scrollarci se non quando vedremo andar via i tantissimi scarsi e inetti che a tutt’oggi siedono nelle stanze del potere alla faccia di noi poveri sciocchi.

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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