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Sicilia, ultime battute in aula per la Manovra ter

Siamo al rush finale dell’approvazione della Manovra ter, il cui accidentato iter dovrebbe concludersi in giornata. Fra un’interruzione e l’altra della discussione in Aula, nella mattinata di oggi il dibattito sui diversi articoli che compongono la Finanziaria si è spostato pure nei corridoi di Palazzo dei Normanni, dove non sono mancati alterchi fra i deputati della maggioranza.

Il pomo della discordia rimane sempre il famigerato articolo 27 (ex tabella H), quello che stanzia oltre 30 milioni di euro per enti ed istituti vicini ai partiti e sul quale Crocetta non può intervenire, a meno di non voler rinunciare agli accordi politici sul testo della Finanziaria.

“Non possiamo fare dei bandi per un solo ente o istituto- riferisce il presidente della regione a Il Moderatore-  come ad esempio per quello dei ciechi. Non ce ne sono altri, quindi non c’è concorrenza. Il contributo va destinato senza gara”. E su questi fondi si continuerà a trattare e così le norme principali slittano nel pomeriggio.

Intanto, l’Ars ha approvato l’articolo 7 che vieta l’erogazione di pensioni integrative – tranne per quelle in godimento – degli ex dipendenti di Regione, enti collegati e società partecipate. Tutelate anche le pensioni dei dipendenti Irsap, attraverso un emendamento del deputato del Pd Alloro, rispetto al quale il governo era contrario rimettendosi all’Aula, che lo approva.

Un Governo in chiara difficoltà, che scivola pure sull’articolo 12, quello che riguarda i Forestali, visto che i commi dal 3 in poi vengono stralciati e inviati nuovamente nelle commissioni di merito. Una parziale sconfitta per il presidente Crocetta, che aveva invece difeso strenuamente alcuni di quegli articoli, tra cui quello che stabilisce alcune indennità per i Forestali, illegittime, secondo il governatore. L’articolo viene comunque approvato nella parte che si riferisce solo agli stipendi. Il Governo presenta una riscrittura dell’articolo che introduce il prelievo di solidarietà a carico dei pensionati regionali. Aumentano gli esenti, che passano da 11 mila a 14.343, quindi a subire la tassa saranno circa due mila pensionati.

L’assessore Patrizia Valenti, a proposito riferisce: “Le pensioni al di sotto dei 50 mila euro annui lordi non saranno intaccate”.

Poi c’è anche il nodo del mutuo che la Regione dovrà accendere per coprire gli ultimi buchi di bilancio. Il prestito, che fino a martedì sera veniva stimato in 40 milioni di euro, sale a 55. Su questo punto il deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Cappello spiega ai taccuini de Il Moderatore: “Questa del mutuo è l’unica cosa sulla quale l’assessore all’Economia ha le idee chiarissime, visto che per il resto ha difficoltà a spiegare i suoi stessi provvedimenti”. Una battuta Cappello la riserva anche all’articolo 23, sul quale i grillini hanno trovato ampia intesa con l’esecutivo, dichiarandosi tuttavia contrari all’impalcatura della Manovra: “Credo che vada nella giusta direzione, è la prima cosa di sinistra che tenta di fare questo governo. Nella sostanza però, la Manovra disattende ogni aspettativa iniziale ed è divenuta una Finanziaria bis, anziché un assestamento di bilancio che doveva completare quella parte impugnata dallo Commissario dello Stato, e consentire quindi il pagamento degli stipendi dei dipendenti”.

Per il deputato del Megafono Malafarina “Questa è la manovra possibile, non certamente quella ideale. Perché è chiaro che tutti quanti noi vorremmo avere le risorse per rilanciare lo sviluppo e garantire gli stipendi. Purtroppo, la crisi che ha colpito duramente il Paese e la Sicilia in particolar modo, con il 14 per cento in meno di Pil, con le entrate che sono diminuite rispetto alle spese che invece sono rimaste invariate, non ci ha aiutato a fare altre scelte. Credo che ci sia la necessità di attuare una politica di sviluppo, sburocratizzare l’apparato amministrativo, rendendo i funzionari responsabili dei propri atti soprattutto quello di indirizzo economico, in modo da far partire la crescita, che al momento non è all’orizzonte” .

Marina Pupella

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