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Sicilia e siciliani, è scattata la molla: nessuno ha più intenzione di aspettare “qualcosa”

PIF- CROCETTA MICCICHE' E LA BANDA DEI DILETTANTI
PIF- CROCETTA MICCICHE’ E LA BANDA DEI DILETTANTI

(di Francesco Panasci) La Sicilia sempre più vicina a nuove elezioni non può più aspettare il “qualcosa”.

E’ quel qualcosa che da oltre 4 anni  i siciliani aspettavano: giustizia sociale, lavoro, sicurezza, opportunità per giovani e meno giovani, lotta alla mafia e soprattutto alla corruzione. Praticamente la Sicilia  che raccontò Rosario da Gela lungo la sua campagna elettorale nel lontano 2012.
Questa Sicilia a gestione Crocetta purtroppo risultò ben presto un completo disastro.
Una catastrofe sopra un’altra e in ogni settore, nessuno escluso.
Le campagne mediatiche, contro quella mafia che mai si vide, del presidente Crocetta ebbero tanta risonanza da far parlare di lui come “di un santo sceso dal paradiso per salvare la terra di Sicilia”.
Ogni pensiero di Crocetta contro la “manciugghia”, così come la sempre definita lui, mai si tramutò in denunce finite in arresti.
Insomma tutto ruotava nell’antimafia di pensiero e non di “fatto”.  Probabilmente di fatto c’era solo lui. Era fatto e strafatto di autostima allo stato solido: “…i siciliani mi amano…”
Intanto 4 anni sono passati e nulla è successo. Anzi, sarebbe giusto dire che troppi fatti si sono succeduti. La Sicilia è rimasta troppo indietro. Tanto da far preoccupare un qualsiasi futuro presidente che, bravo e acuto quanto potrà essere, sarà quasi impossibile potere recuperare il perso.
La tecnica del “non fare” ha contagiato tutti: partiti, politici, amministratori, burocrati, dirigente, funzionari, commessi e uscieri finanche i consulenti e tecnici del nulla.
Tutti si sono, involontariamente almeno ci auguriamo, “modellati” al sistema crocettiano: parlare, annuciare, mediare senza mai concretizzare. Tipo: “spegnere il motore della macchina e buttare via le chiavi “.
I partiti, con il PD al primo posto, hanno fortemente contribuito alla distruzione dell’isola adeguandosi anche oltre al sistema s-presidenziale.
Eppure ,sapevano tutti che crocetta, pur essendo un brav’uomo, era un urlatore senza attributi, ma soprattutto un “improvvisatore” esente di qualsiasi capacità manageriale  e politica per gestire la “cosa pubblica” e la regione più “difficile” del Paese.
Tanti sono stati gli annunci che facevano ben sperare:  la nuova programmazione 2014-2020 risultò  in stato di fermo; in agricoltura manca “l’acqua”, nel sociale manco a parlarne (vedi ultimi servizi di IENE e PIF), nella formazione produsse solo licenziamenti e finanziamenti dei soliti amici del PD camuffati da new entry;  la sanità siciliana presto si  ammalò: oggi è in arresto  cardiaco. Il turismo della salvezza dell’economica sicilia si caratterizzò sui patrocini del mangia e bevi. Una vera macchina produttiva del “nulla ‘mmiscatu cu nienti”
Adesso dopo tanto sconforto il capo della Sicilia ha pensato ad un nuovo gioco di prestigio: #RiparteSicilia che da come si evince dal titolo, Crocetta ne ha certificato che questa Sicilia non è MAI PARTITA.
Ad ogni modo,  le campagne elettorali sono già aperte e non ci sono regole,  proprio perchè in Sicilia di “regole” si parla ma ancor di più di regole si muore.
Quindi, REGOLATEVI.
A proposito di politica e di  RiparteSicilia:  avete mai visto  un PIF così incazzato?

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