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Sicilia: scoperte due piantagioni di canapa indiana, sequestrate 103 piante e un panetto di hashish

Lo scorso fine settimana i Carabinieri della Compagnia di Carini hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio nei comuni della fascia costiera (da Isola delle Femmine a Terrasini), finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nei luoghi di maggior afflusso turistico, in vista della movida del fine settimana.

Il primo colpo messo a segno, è stato quello dei Carabinieri della Stazione di Villagrazia di Carini, che nel corso dei controlli hanno rinvenuto e sequestrato una coltivazione di 80 piante di canapa indiana, scoperta sul tetto di un capannone industriale dismesso, unitamente a varie sostanze fertilizzanti.

Nel prosieguo del servizio i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Carini, hanno tratto in arresto Vito Cottone, del 1978 di Carini, il quale a seguito di perquisizione presso la sua abitazione è stato trovato in possesso di 23 piante di canapa indiana, coltivate segretamente in una mansarda mediante un accurato sistema di illuminazione alogena.

Infine i Carabinieri della Stazione di Cinisi, hanno tratto in arresto F.C., originario di Palermo, del 1995, essendo stato trovato in possesso di un panetto e di hashish e di altre 19 dosi della medesima sostanza, del peso complessivo di circa 28 grammi, occultati all’interno della sua abitazione. Sempre gli uomini della Stazione di Cinisi, nel corso di un controllo, hanno deferito in stato di libertà un 24 enne, già noto alle forze dell’ordine, sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali, per aver violato le prescrizioni impostegli. Nella circostanza gli operanti hanno sottoposto a sequestro una confezione di hashish di circa 1 grammo, rinvenuta nell’abitazione di quest’ultimo.

I Carabinieri della Stazione di Terrasini invece, nel corso di un controllo ad un’attività commerciale, hanno tratto in arresto il titolare Arcangelo Biondo, imprenditore del 1965 residente a Terrasini, poiché sottraeva energia elettrica dalla rete ENEL mediante allaccio diretto alla rete e ne alterava i consumi mediante l’apposizione di un magnete sul contatore.

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