Economia & Lavoro

Sicilia, Rotolo confermata alla guida della Cisl di Catania

Nella foto, da sinistra: Attanasio, Leonardi, Rotolo, Bernava, Pappalardo, Pisanu

Quasi 203 mila disoccupati, occupazione in diminuzione e cassa integrazione in aumento. Lo scenario disegnato dall’Istat per la provincia di Catania preoccupa la nuova segreteria della Cisl, eletta nel XVI congresso sul tema “Il sindacato nuovo: partecipazione è cambiamento». Accanto alla confermata segretaria generale, Rosaria Rotolo, i confermati Maurizio Attanasio, Rosario Pappalardo e Gavino Pisanu e la neo-eletta Rosaria Leonardi, proveniente dalla segreteria Fai Cisl.

La Cisl è un sindacato che cambia e che chiede cambiamento e partecipazione anche alla classe politica e imprenditoriale. La Cisl di Catania ha elaborato una serie di proposte sottolineate anche dall’intervento finale di Maurizio Bernava, segretario generale della Cisl siciliana.

«Il rilancio dell’industria e lo sviluppo del territorio – dice la leader della Cisl catanese – passano anche attraverso l’impiego dei fondi strutturali europei che, con la nuova programmazione, dovranno mettere a disposizione delle imprese ingenti risorse economiche finalizzate ad aumentare le capacità competitive, puntando sull’innovazione tecnologica. Il settore manifatturiero deve essere in grado di saper innovare e inventare prodotti e servizi con i quali rispondere ai nuovi bisogni, oltre a produrre con qualità e sostenibilità. Per l’industria alimentare è fondamentale costituire una reale filiera in cui innovazione tecnologica, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti possano favorire le eccellenti realtà catanesi».

L’attrattività di un territorio passa anche attraverso la dotazione infrastrutturale. «A Catania, occorre riqualificare e rilanciare la zona industriale: bisogna renderla attrattiva e quindi sicura, dotata di infrastrutture e di servizi utili alle imprese e ai lavoratori. Occorre operare decisioni di sistema con l’approccio europeo della co-modalità, cioè l’organizzazione delle modalità di trasporto su gomma e su ferro, marittima o aerea. Per la mobilità urbana ed extra-urbana, tutte le opere – comprese le infrastrutture ferroviarie, i sistemi portuali Catania-Augusta e aeroportuale Catania-Comiso – devono trovare una nuova governance di sistema, costituita dalla Regione e dagli enti locali, con il coinvolgimento delle rappresentanze sociali tra le diverse modalità di trasporto e le infrastrutture per integrarsi tra loro a sostegno di un vero sviluppo del territorio».

Ma è con l’edilizia che tradizionalmente si può subito rimettere in movimento la circolazione di denaro e di consumi. «Attraverso una rivisitazione del patto di stabilità interno – ribadisce Rotolo – bisogna far ripartire le opere di riqualificazione dei centri storici e delle aree verdi, il recupero del patrimonio edilizio, la messa in sicurezza degli edifici pubblici e scolastici e investimenti per una maggiore efficienza energetica degli edifici. Una crescita che si riverbererebbe sul mondo delle imprese in generale».

La provincia di Catania, patria di tanti geni letterari e musicali e in possesso di un invidiabile patrimonio naturalistico, deve contare su un turismo di qualità. «Si può creare un circuito che metta insieme tali beni, che valorizzi l’identità e li renda fruibili in tutte le stagioni, per favorire la presenza turistica e quindi la creazione di nuovi posti di lavoro nei servizi di accoglienza e recettività. Un adeguato livello di conservazione e protezione dell’ambiente è possibile coinvolgendo, ad esempio, i 4.200 lavoratori della Forestale, con cui favorire la fruizione dei parchi naturali presenti, dall’Etna ai vicini Nebrodi».

La Cisl si prepara anche a contrattare con le amministrazione comunali anch’esse al centro della crisi, con molte realtà al dissesto o già con piani di rientro pesanti, dove affrontare le vertenze delle Partecipate per tutelare i lavoratoti e salvaguardare il diritto ai servizi della cittadinanza.
Per Bernava, che non ha risparmiato critiche al governo Crocetta e alla politica siciliana, «la vera “rivoluzione” l’abbiamo fatta noi, sin dal 2009, con la ricetta contro la recessione: occorre cooperare tutti, da chi governa alle parti sociali al mondo dell’impresa, per offrire ogni condizione di vantaggio e opportunità come aree liberate, capannoni, incentivi fiscali e burocrazia zero, per offrire opportunità di investimento per l’economia produttiva. È finito il tempo degli imbroglioni che promettono chissà quali paradisi a spese del denaro pubblico. Occorre mettere al centro l’impresa che investe, controllata in termini di qualità e legalità, perché è l’impresa che diventa motore di sviluppo. Anche il bilancio della Regione siciliana dovrebbe andare in tale direzione: sollecitare gli investitori. Ma non vediamo un briciolo di strategia, solo presenze in talk show, conferenze stampa, proclami e divisioni della società».
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