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Sicilia, riforma province: martedì voto finale

Siamo ormai alle battute finali. L’attesa riforma delle province dovrebbe tagliare il traguardo martedì prossimo, giorno in cui l’Assemblea regionale darà il voto finale, che arriverà dopo il coordinamento delle norme previsto dall’articolo 117 dello Statuto. Oggi, a Sala d’Ercole i parlamentari regionali hanno approvato gli articoli 10 e 11 (il primo, sotto forma di un emendamento del Governo che rimanda ad una nuova legge la determinazione di delle funzioni dei Consorzi dei comuni e Città metropolitane, il secondo che stabilisce che sarà la Regione ad occuparsi della soppressione e della razionalizzazione degli enti).

Un iter, quello della riforma, lungo ma soprattutto costellato dalle divisioni delle diverse anime dei partiti. Esultano per il risultato raggiunto, l’abolizione delle province e la nascita dei nuovi consorzi, i deputati pentastellati. Che attraverso una nota inviata dal nuovo capogruppo all’Ars, Francesco Cappello, fanno sapere: “Abbiamo evitato che questa riforma si riducesse ad uno dei soliti slogan del presidente Crocetta, disegnando un nuovo ordinamento degli Enti locali siciliani ed evitando che i liberi consorzi si traducessero in una mera replica delle province abolite. Un tassello in più per dire basta agli sprechi, basta al clientelismo” .

Per i deputati regionali M5s, è un obiettivo raggiunto “nonostante le barricate della restante parte dell’opposizione che ha cercato in tutti i modi di affossare questa riforma per tornare alle elezioni provinciali e nonostante una maggioranza claudicante e visibilmente frantumata”.

Critici, invece, il capogruppo e il vice capogruppo di FI, Marco Falcone e Vincenzo Figuccia, che accusano “la maggioranza di governo che con il chiaro sostegno dei Grillini ha regalato alla Sicilia una norma che, rinviando ad altra norma, creerà confusione e aggravamento dei costi”.

Di diverso avviso, e non potrebbe essere altrimenti, il padre della riforma in Sicilia, il presidente della Regione Rosario Crocetta, per il quale “l’approvazione dell’articolato è stato il frutto di un incessante lavoro di mediazione, che ha portato alla fine a esitare una legge persino migliore di quella che noi avevamo pensato.

Oggi- ha proseguito il capo dell’Esecutivo- si è segnato un notevole passo in avanti, un’ulteriore fase di completamento dell’abolizione delle province avviata un anno fa”. Duro il commento di Roberto Di Mauro, capogruppo del PdS-MpA, che punta il dito contro il governatore della Sicilia per aver elaborato “una proposta di competenze da attribuire ai Consorzi talmente generica e vaga da rasentare il ridicolo.

La verità- aggiunge Di Mauro- è che Crocetta resta in attesa di sapere cosa farà il Governo nazionale, le cui mosse sono però evidentemente in direzione opposta al riconoscimento di autonomia progettuale e operativa alle istituzioni locali e si muovono in direzione centrali sfida.
Ancora una volta-conclude- appare in tutta la sua gravità la subalternità di Crocetta ai poteri nazionali, poco, anzi pochissimo attenti ai bisogni e ai diritti della Sicilia.”

Marina Pupella

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