Economia & Lavoro

Sicilia, ridotto contributo Regione: da giugno a rischio attività dell’Istituto dei ciechi

Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars (foto Internet)

L’Istituto dei ciechi Opere riunite I. Florio – F. ed A. Salamone, opera da oltre 100 anni nel territorio siciliano erogando i propri servizi in favore dei non vedenti, anche con minorazioni aggiuntive. Riconoscendo la rilevanza sociale del ruolo svolto dall’Istituto, la Regione Siciliana, già dal 1980 (L.R. 152/80) eroga un contributo la cui misura (ai sensi della L.R. 33/1991), viene determinata anno per anno in sede di approvazione del bilancio regionale. Ora, abbiamo avuto notizia che per il 2013, nella legge di bilancio approvata dall’Ars il 30 aprile nel capitolo 373304 è stata prevista la somma di 1.627.000 euro inclusi 215.000,00 per il pagamento del personale dell’Iridas che, con una convenzione, dovrebbe transitare all’Istituto. In più questa somma, in atto, è decurtata di 637 mila euro subordinati all’accertamento di economie di spesa per l’anno 2012 del servizio sanitario regionale. In atto quindi la somma certa su cui può contare l’Istituto è di euro 775 mila euro contro quella che è l’obiettiva necessità dell’Ente di circa 2 milioni di euro. Negli ultimi anni, la misura del contributo previsto in favore dell’Istituto ha già subito delle decurtazioni, ma non è mai scesa al di sotto dei 1,9 milioni di euro. In pratica il Consiglio di Amministrazione si troverebbe nell’impossibilità di amministrare l’Ente e a giugno dovrebbe sospendere l’attività in favore degli utenti.

Si vuole sottolineare che la normativa regionale vigente attribuisce a questo Istituto, ente pubblico di istruzione ed assistenza per ciechi, compiti ben precisi per istruzione, formazione, riabilitazione e assistenza dei disabili visivi, ed è proprio per il raggiungimento dei fini istituzionali dell’ente che la Regione Siciliana riconosce annualmente all’Istituto un contributo di funzionamento (L.R 33/91, legge 15/93)

Si aggiunga che oggi l’Istituto è impegnato anche ad avviare le attività di un’ulteriore sede, recentemente realizzata, destinata ad accogliere pluriminorati non vedenti che porterà in futuro un ritorno economico a beneficio dell’Istituto ma che, nella fase attuale, comporta un aggravio delle spese generali. Ci si rende conto delle difficoltà in cui versa la regione e, tuttavia, non può non sottolinearsi che non si può penalizzare il sociale. Tra l’altro, la riduzione del contributo vanificherebbe anche gli sforzi fatti dalla stessa regione nell’erogare contributi che hanno consentito di ristrutturare radicalmente l’Istituto. Oggi, non avere adeguate risorse finanziarie significherebbe avere una sede finalmente confortevole e funzionale ma priva di utenti.

È incomprensibile che la Regione siciliana che ha l’obbligo istituzionale di occuparsi dei disabili in genere, ciechi, audiolesi, ecc., non metta un ente come il nostro, tra l’altro pubblico, nelle condizioni di svolgere, per conto della Regione un servizio utile ed indispensabile per i non vedenti dell’Isola.

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Un Commento

  1. L’istituto per ciechi di Catania peggio, nonostante la legge regionale recita che devono essere erogati per ambedue gli istituti la stessa cifra di 500 milioni, ha ricevuto molto ma molto meno addirittura si é arrivati ad usare il gruppo elettrogeno per la luce in quanto tagliata, ed i poveri ciechi veramente accuditi dall’istituto soffrono questi disagi

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