Scuola & Università

Sicilia, riconosciuto nesso tra autismo e vaccini. Negato il risarcimento

Un bimbo nasce a Terrasini, in provincia di Palermo, e dopo tre mesi viene sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie per legge, nei mesi successivi viene vaccinato altre due volte entro il compimento del primo anno di età, sempre secondo la legge. L’ultima puntura viene somministrata nel febbraio del 2011, data dopo la quale per il piccolo la vita sarebbe stata per sempre diversa.

Il padre, Antonio Pelazzolo, ha raccontato la sua storia in un video diffuso in rete dal Movimento 5 stelle elencando tutte le gravi conseguenze dovute alla vaccinazione: frequenti ricoveri in ospedale a causa di convulsioni e febbre alta, regressioni nel comportamento caratterizzanti l’autismo. C’è però una legge, la numero 210 del 1992, che prevede un risarcimento per chi ha subito danni permanenti dopo le vaccinazioni obbligatorie.

Il nesso tra le vaccinazioni obbligatorie e i gravissimi danni viene riconosciuto dalla commissione medica dell’Ospedale Militare, dopo un lungo iter giudiziario portato avanti dai genitori che hanno in tutti i modi tentato di dimostrare che il piccolo non è nato autistico, riuscendoci. Il risarcimento però viene negato dalla stessa commissione e la motivazione data è il ritardo della domanda presentata dai familiari. Questi ultimi non sono ovviamente d’accordo dichiarando di essersi accorti dei gravi danni permanenti solo dopo alcuni anni e di essersi quindi mossi entro i limiti della legge. I genitori presentano allora le cartelle cliniche al Ministero ottenendo una risposta positiva sui tempi di presentazione della domanda e una negazione del nesso causa-effetto tra vaccini e danni.

In difesa dei genitori interviene però il Consiglio di Stato che conferma in una sentenza il nesso causale tra vaccini e malattia e afferma che il tempo di presentazione della domanda per il risarcimento sarebbe entro il limite previsto per legge. A questo punto il Ministero della sanità dovrebbe risarcire il danno fatto, ma si rifiuta di risarcire i casi precedenti alla sentenza del Consiglio di Stato (tra i quali c’è il piccolo della famiglia Polizzotto). Verranno risarciti tutti i casi simili a quello di Terrasini, ma solo per chi ha fatto richiesta dopo il 2011 (data della sentenza), per tutti gli altri niente risarcimenti.

Indignata la reazione di Giulia Di Vita, esponente dei 5 Stelle: “Siamo esterrefatti – dice al Fatto Quotidiano – approfondiremo ulteriormente il caso: vogliamo conoscere i numeri delle pratiche simili al caso di Terrasini, non vorremmo scoprire che dietro tutto questo possano esserci mere ragioni economiche, non è sulla pelle dei cittadini più svantaggiati che si risparmia”.

La spiegazione data da Fadda, Sottosegretario alla salute, all’interrogazione del Movimento 5 Stelle sul fatto è stata questa:“Gli Uffici competenti del Ministero della salute – scrive Fadda ¬- appena acquisito il citato parere del Consiglio di Stato, hanno da quel momento, modificato l’espletamento dei criteri di valutazione delle istanze, adeguando gli stessi alle nuove indicazioni del Consiglio di Stato. Decidendo nel contempo di non dover rivedere anche i provvedimenti di rigetto assunti precedentemente a tale parere”.

La giustizia è un mito: il piccolo Polizzotto non godrà mai degli stessi diritti di altri bambini che hanno subito il suo stesso inesorabile dramma.

Ornella Caiolo

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.