Politica

Sicilia: province sì, province no!

“Voglio subito evidenziare quanto sia stato sbagliato il pensare di abolire le Province tout court senza prima dotarsi di una legislazione atta a organizzare una fattiva e virtuosa gestione del territorio” dice il capogruppo del Pdl, Nino D’Asero, il quale specifica come nel proprio disegno di legge presentato all’uopo egli sottolinei “la necessità di esser comunque dotati di un ente intermedio che amministri il territorio e al quale bisogna addirittura aumentare le competenze, pur operando i giusti e attesi tagli al costo della politica”.

Scendendo nei dettagli, il testo di D’Asero (che ora fa in ogni caso parte di quello unificato dalla commissione) prevede un abbattimento forte dei costi a partire dalla riduzione del 20% delle indennità del presidente della Provincia ma anche dei sindaci. In base a calcoli percentuali, i compensi dei consiglieri si rapportano quindi a quelli dei sindaci di riferimento con un procedimento specificato nell’articolo 2 del ddl depositato. Lo stesso numero di consiglieri sarebbe ridotto fortemente in base alla popolazione amministrata: fino a un massimo di sette”.

Per quanto riguarda le competenze, D’Asero elenca e sottolinea in particolare quelle legate alla pianificazione territoriale: gli strumenti urbanistici comunali, per esempio, che passerebbero dalla Regione alle Province; la programmazione della rete distributiva di vendita dalle medie strutture ai centri commerciali, autorizzazioni comprese; la promozione del turismo, dalla programmazione e la realizzazione di manifestazioni artistiche, culturali, sportive e dello spettacolo fino alla realizzazione di impianti.

Ma troviamo anche l’abolizione delle Asi e dei consorzi di bonifica con contestuale trasferimento di competenze e di personale; stesso ragionamento per la gestione integrata dei rifiuti nonché per il rilascio delle autorizzazioni e la realizzazione di impianti da energia rinnovabile di potenza superiore a un megawatt. Infine, all’articolo 19 troviamo disposizioni per i trasferimenti degli organismi sovracomunali, dalle Ipab alle Iacp.

Secondo il parlamentare regionale all’Ars dell’Udc, Nicola D’Agostino “La proposta di legge, ieri approdata in prima commissione e che ristabilisce le province, per l’Udc e’ una grande sorpresa; non ne sapevamo nulla. Si tratta di un’iniziativa dell’onorevole Antonello Cracolici, mai concordata ne’ con l’assessore alle Autonomie locali, Patrizia Valenti, ne’ con il nostro partito”.

“Considerato che, ad oggi, il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha sempre parlato di abolizione delle Province non possiamo credere che adesso abbia cambiato idea”.

“Inoltre, qualsiasi altra idea diversa dalla reale soppressione delle province – osserva – avrebbe il sapore di una solenne presa in giro perpetrata a danno dei siciliani. L’Udc rimane convinta che si debba andare verso l’abolizione secca dell’ente intermedio. I liberi consorzi, così concepiti, non solo non sono liberi, ma sono l’esatta riproposizione delle province attuali: stessi confini, stesse competenze, stesso personale”.

“Cosa cambierebbe? Nulla. Anzi, si confermerebbe la solita ipocrisia della politica siciliana. I comuni debbono invece avere la liberta’ di potersi unire in liberi consorzi, come proposto dall’assessore Valenti, per fare valere le peculiari ragioni del proprio territorio”, conclude D’Agostino.

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