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Sicilia, protesta sindaci. Le reazioni del mondo politico

“Sono accanto alla lotta sacrosanta dei sindaci siciliani che vedono sempre più in pericolo l’economia delle proprie amministrazioni, anche per colpa di un governo regionale assolutamente inadempiente e immobile, visto che è occupato a farsi i dispetti con parte della propria maggioranza” così il deputato regionale del Pdl Nino Germanà, in occasione della manifestazione odierna dei primi cittadini isolani.

“Non vi sono dubbi che tagliare le risorse agli enti locali, ai Comuni, non significhi affatto risparmio per la spesa pubblica poiché ogni taglio va a discapito di un servizio. Cercar di mantenere il servizio stesso, per le amministrazioni, significa invece utilizzare fondi che la stessa amministrazione non possiede, non può gestire, dunque il crack economico. Di conseguenza – continua Germanà – una crisi finanziaria degli enti locali non potrà che pesare gravemente sulle casse pubbliche, sia regionali come statali: altro che risparmio, il fallimento delle amministrazioni locali farebbe da traino a quello dell’ente intermedio e nuocerebbe gravemente alle casse statali”.

“Ecco perché la cura deve essere preventiva, se ancora di prevenzione si può parlare. Un paio di grossi Comuni del nord dell’Italia hanno già dichiarato fallimento. Non vogliamo che accada anche in Sicilia. Occorre, dunque, incrementare finché si è ancora in tempo i fondi destinati – conclude Germanà – e, per questo, abbiamo già chiesto, fin dall’ultima seduta della commissione Bilancio, l’aggiunta di ulteriori 25milioni di euro. Nonché la formazione di un tavolo di concerto con il governo nazionale.”

Vincenzo Vinciullo e Bernadette Grasso, di concerto, per una soluzione equa, atta a salvare le economie dei Comuni siciliani: “Innanzitutto, incrementiamo di 25 milioni il fondo già stanziato, a oggi pari a 280milioni che…non sono comunque sufficienti – dicono il vicepresidente vicario della commissione Bilancio e il deputato di Grande Sud – Per una maggiormente equilibrata distribuzione delle risorse – continuano a spiegare Grasso e Vinciullo – di questi 305 milioni, almeno 100 dovranno essere destinati ai piccoli Comuni (fino a 5000 abitanti) i quali ne hanno bisogno già per le spese correnti.”.

“Inoltre – proseguono – dovremo reperire altre somme e la soluzione ideale a questo fine sarebbe il recupero dei 110milioni di trasferimento che lo Stato ha tagliato con gli ultimi suoi provvedimenti in materia. Per questo – concludono Vinciullo e Grasso – caldeggiamo l’istituzione urgente di un tavolo programmatico per ottenere da Roma la compensazione per queste entrate ridotte, perché i Municipi né possono andare in fallimento né possono tagliare servizi essenziali alle comunità da essi amministrate”.

“Bisogna trovare una soluzione definitiva perché gli enti locali escano una volta per tutte da questa situazione di crisi. L’emergenza è una situazione straordinaria: non si può vivere in continua emergenza”. Lo dice il capogruppo del Pdl all’Ars, Nino D’Asero, il quale sottolinea come “il mio partito e i deputati del nostro gruppo parlamentare all’Ars, da sempre, si battono perché gli enti locali, in particolare i Comuni, non debbano rischiare la bancarotta a ogni pie’ sospinto. Proprio ieri, abbiamo chiesto un congruo aumento dei fondi destinati ai Municipi siciliani e una loro equa distribuzione”.

“L’immobilismo di questo governo regionale – conclude D’Asero – non aiuta di certo, in questo caso come del resto nei riguardi di qualunque problema colpisca la nostra Isola. Fra le altre cose, il governo dovrebbe costituirsi parte in causa nei confronti di quello nazionale e avviare delle trattative, anche per mezzo dell’istituzione di un tavolo ad acta, che mirino a un più congruo trasferimento delle risorse. La Regione, da parte sua, deve riuscire a individuare nuove risorse da destinare agli enti locali. Per questo, ci battiamo in commissione Bilancio e continueremo a farlo in ogni sede istituzionale”.

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