Politica

Sicilia, presentato all’Ars ddl sul metodo Di Bella

Un Disegno di legge in favore della libertà di cura delle patologie oncologiche. A presentarlo i deputati del Gruppo lista Musumeci (primo firmatario Gino Ioppolo), secondo cui è necessario assicurare il sostegno economico ai pazienti oncologici trattati con il “Metodo Di Bella” residenti in Sicilia, che versino in condizioni di disagio economico.

Il diritto alla tutela della propria salute – si legge nel disegno di legge, condiviso da numerosi deputati di diversi gruppi parlamentari – si esplica anche nel diritto di scegliere soluzioni terapeutiche che consentano, quantomeno, di mantenere un livello di vita decoroso e meno devastato dagli effetti secondari delle terapie. Occorre, quindi, un apposito intervento normativo per assicurare questo sostegno economico ai pazienti indigenti che versano in condizioni economiche disagiate, un aiuto che possa permettere loro di affrontare in modo dignitoso il periodo della terapia.

Nel testo, si legge anche come sia necessario che venga garantita la libertà di cura ai pazienti anche in caso di ricovero ospedaliero, consentendo loro di proseguire il trattamento pure in quella sede, secondo protocolli formulati d’intesa con il medico di fiducia dell’assistito. A questo scopo, nel disegno di legge si chiede di prevedere nell’esercizio finanziario di quest’anno una somma di 5 milioni di euro da destinare proprio ai pazienti indigenti.

“Questo disegno di legge – spiega Ioppolo – va nella direzione di dare la giusta attenzione alla considerazione che il diritto alla tutela della propria salute ha una portata maggiore rispetto al mero diritto di impiegare terapie collaudate e riconosciute e, soprattutto, va interpretato non solo in chiave di guarigione del paziente, ma anche in termini di attenuazione della sintomatologia del male, dell’alleviamento delle sofferenze e di perseguimento della residua speranza terapeutica. I 5 milioni di euro – conclude il parlamentare – potrebbero essere recuperati dalle somme che erano state previste dalla ex Tabella H, impugnata dal Commissario dello Stato”.

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