Economia & Lavoro

Sicilia, preoccupante recessione

L’analisi congiunturale dell’economia siciliana nel 2012 del Servizio statistica e analisi economica della Regione siciliana mostra una situazione davvero preoccupante perché il sistema Sicilia non mostra segnali incoraggianti.

Da cinque anni la regione vive una spirale di arretramento che va ben oltre la congiuntura e sta diventando un dato strutturale. Una crisi di lunga durata sta mettendo a dura prova il tessuto sociale, mentre le performance delle imprese stanno ridisegnando la mappa delle attivita, “con il rischio di scomparsa di interi settori industriali”. In questo contesto gli elementi di vitalita’, che pure esistono e che riguardano in primo luogo la propensione all’export, non riescono a compensare l’arretramento competitivo generale del sistema produttivo, con gravi riflessi sull’occupazione.

La delicata fase ciclica ha contagiato anche l’economia siciliana, afflitta da gravi problemi strutturali e pertanto piu’ esposta agli effetti della nuova fase recessiva. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, il Prodotto interno lordo regionale, che aveva arrestato nel 2010 (+0,1%) la flessione registrata nel biennio 2008-2009 (-6%), ha chiuso il 2011 con un risultato che e’ tornato ad essere negativo (-1,3%). Per il 2012, i maggiori centri di ricerca economica sono concordi nel valutare un nuovo forte calo del prodotto (Prometeia -2,7%, Svimez -2,8%), prevedendo una prosecuzione della tendenza recessiva, seppure in attenuazione, anche per il 2013 (-0,5% stima Prometeia e -0,3% stima Svimez).

L’agricoltura ha mostrato nel corso degli ultimi anni segnali di grave debolezza. La dinamica del valore aggiunto ha registrato nel 2011, e per il settimo anno consecutivo, una contrazione (-2,2%), causata, da un lato, dal calo della domanda interna quale effetto della perdurante crisi economica e, dall’altro, dalle avverse dinamiche dei prezzi dei prodotti agricoli. Il saldo commerciale, tradizionalmente positivo nel settore, si e’ ridotto attestandosi su quota 133,4 milioni di euro. In ribasso i dati sull’occupazione, riferiti alla rilevazione del terzo trimestre 2012, che evidenziano una flessione del 2% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Dopo il crollo del 2009, l’industria siciliana aveva dato, nel corso del 2010 e nei primi mesi del 2011, segnali di un parziale recupero, mostrando una ripresa dell’attività manifatturiera guidata dal rinvigorirsi della domanda estera e dal migliorato clima di fiducia delle imprese. Nella seconda parte dell’anno il quadro congiunturale e’ pero’ mutato notevolmente. Il riacuirsi della crisi economica ha provocato una nuova fase flessiva colta dalle ultime statistiche ufficiali che mostrano un valore aggiunto del settore in contrazione del 2,2% a consuntivo 2011. L’andamento negativo sembrerebbe aggravarsi nel corso del 2012, con le stime che indicano un ulteriore piu’ vigoroso calo (-6% stime Prometeia). Cio’ viene riscontrato attraverso i segnali provenienti dai vari indicatori congiunturali.

Segnali ancora preoccupanti provengono dal comparto delle costruzioni, che insiste nel processo di ridimensionamento in atto dal 2004, accentuatosi nel corso degli ultimi anni. Le previsioni effettuate da Prometeia sul valore aggiunto indicano per il 2012 una ulteriore contrazione in termini reali del 6,7%. L’edilizia non residenziale segnala una ulteriore riduzione nel numero delle gare (-41,8%), che passano da 371 a 216, mentre cresce il valore degli importi delle stesse (+18,3%), dovuto alla pubblicazione di tre grosse gare che hanno riguardato le province di Palermo, Messina e Siracusa.

Il terziario siciliano continua a mostrare segnali di debolezza. La crescente attenzione alla spesa delle famiglie, la flessione degli investimenti e le condizioni dei conti pubblici hanno influenzato la maggior parte dei settori che operano nei servizi. In base alle stime, il valore aggiunto ai prezzi di base dovrebbe registrare a consuntivo 2012 una flessione in termini reali di 1,8 punti percentuali.

Anche il turismo siciliano, nel corso del 2012, manifesta segnali di debolezza mostrando complessivamente una lieve caduta dei flussi (-0,2%). Dinamiche opposte si evidenziano per le due componenti dei flussi; da un lato una espansione delle presenze dei turisti stranieri (3,1%) dall’altro ancora negativa (-2,8%) la dinamica delle presenze dei connazionali che si aggirano attorno ai 3,5 milioni.

(AGI)

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