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Sicilia, Piano Straordinario per l’occupazione giovanile. La Regione stanzia 100 mln

Continua inesorabile nell’Isola il trend negativo dell’occupazione. Solo meno di due persone su 5 lavorano e per una di loro si tratta di lavoro precario, irregolare e persino in nero, in barba ad ogni tutela fornita dai contratti di lavori. Peggio di noi, la Calabria, dove gli occupati raggiungono il 39% della popolazione, mentre in Sicilia il 39,3%.

I primi nove mesi del 2013 confermano, secondo il report annuale di Banca Italia, che la crisi in Sicilia non ha fatto alcuna marcia indietro colpendo soprattutto i giovani tra i 15 e i 24, per i quali lo sbarramento al mondo del lavoro ha toccato punte del 55,5%. All’interno di questo quadro a dir poco allarmante, una fievole speranza d’uscita da questo interminabile tunnel potrebbe offrirla il Piano giovani della Regione siciliana, presentato in una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans dall’assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra, e dal presidente della Regione, Rosario Crocetta.

Il condizionale è d’obbligo, perché a fronte dei 100 milioni di investimenti annunciati in pompa magna dall’Esecutivo, preoccupano i “tempi brevi” – “entro marzo” ripetono all’unisono Scilabra ed il dg del Dipartimento regionale del lavoro e dell’orientamento, Anna Rosa Corsello, anche lei presente all’incontro coi giornalisti. Sì perché così come è stata illustrata l’iniziativa, che dovrebbe rilanciare l’occupazione degli under 35 e la nascita di nuove imprese giovanili, lascia spazio a Great Expectations di dickensiana memoria. Ma vediamo più nel particolare di che cosa si tratta. Il Piano riguarderà 35 mila siciliani di età, come già specificato, inferiore ai 35 anni. Saranno oltre mille le nuove attività imprenditoriali che potrebbero sorgere grazie agli incentivi proposti dal bando, e più di duemila progetti imprenditoriali saranno ammessi alla fase di “accompagnamento alla progettazione di impresa”.

“Così finalmente i giovani potranno crearsi un lavoro anziché chiederlo, questa è la risposta alla mia generazione ”, ha commentato Scilabra. Quindi, duemila giovani parteciperanno a percorsi di tirocinio e 400 a quelli di apprendistato.

Il Piano si articola in sei differenti interventi. Il primo, Priorità 1: Giovani professionisti, prevede forme di sostegno ai tirocini professionali obbligatori “per l’accesso ad alcune professioni ordinistiche aventi sede legale o unità operativa nel territorio della Regione siciliana”. La misura quindi riguarda gli aspiranti avvocati, psicologi, commercialisti, e per la prima volta anche giornalisti che devono compiere il tirocinio. Per questa misura, l’assessorato ha stanziato 12 milioni di euro, indirizzandoli a 3.330 giovani laureati di età inferiore a 35 anni, rientranti nella categoria “lavoratori svantaggiati”. Il contributo consiste in una “borsa di tirocinio pari a 300 euro mensili a persona per un massimo di 12 mensilità per lo svolgimento della pratica professionale nonché i tirocini previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche”. L’ente o l’azienda che “ospita” il giovane ha l’obbligo di integrare la borsa con 100 euro a suo carico. Resta ancora da chiarire, con l’Ordine dei giornalisti, se il contributo andrà per la formazione degli aspiranti pubblicisti (e in tal caso i 400 euro previsti ci potrebbero stare), oppure per i praticanti che devono svolgere un periodo di 18 mesi retribuiti- e non 12 mesi come previsto dal Priorità- presso le redazioni per poi accedere all’esame di professionista (in questo caso le cose si complicano, perché il praticante deve essere regolarmente assunto per quel periodo, ed il contributo non andrebbe a coprire un regolare contratto di lavoro). “Chiederemo ragguagli all’Ordine, ha risposto l’assessore alla domanda de “il moderatore.it”.

Per la seconda misura, “Prima impresa giovani”, il governo ha stanziato 18 milioni di euro. Servirà per finanziare mille nuove attività imprenditoriali sotto forma di lavoro autonomo e 200 nuove attività imprenditoriali sotto la forma societaria. Nel primo caso, la Regione può erogare contributi a fondo perduto fino a un massimo di 20 mila euro. Nel secondo caso, il limite di 20 mila euro riguarda i singoli soci, per un totale di 60 mila euro per la società cooperativa.

Mentre più di 19 milioni sono previsti per la Priorità 2 “Giovani in impresa”. Il contributo riguarderà 2 mila partecipanti a percorsi di tirocino mentre saranno previsti 2.223 contributi per l’assunzione. Sono diverse le tipologie di finanziamento. L’indennità di partecipazione al tirocinio sarà di 500 euro mensili per un massimo sei mesi (sale a 750 euro per i disabili, con una durata massima di 12 mesi), mentre 250 euro saranno messi a disposizione delle aziende per ogni tirocinante. Altro capitolo, gli incentivi all’assunzione destinati alle aziende.

La prima modalità riguarda i giovani che stanno svolgendo attività di tirocinio: 6.000 euro per assunzioni con contratto a tempo pieno indeterminato (7.000,00 se disabile); 4.000 euro con contratto a tempo indeterminato a 30 ore settimanali (4.700,00 se disabile); 3.500 euro con contratto a tempo indeterminato di 24 ore settimanali (4.100,00 se disabile); 5.000 euro a impresa con contratto a tempo determinato della durata di almeno 24 mesi (5.900,00 se disabile); 4.700 euro con contratto di apprendistato. E ancora, tre milioni sono stati stanziati per il sostegno all’attività di apprendistato (con la possibilità di erogare fino a 15 mila euro per apprendista), mentre 250 euro andranno alle aziende per attività di affiancamento “on the job”. Altri tre milioni serviranno invece al sostegno dell’apprendistato finalizzato all’ottenimento del diploma professionale. In questo caso, i destinatari sono giovani di età compresa tra i 15 ed i 25 anni in possesso di un titolo di istruzione secondaria di primo grado che intendono acquisire un titolo di istruzione secondaria di secondo grado o di qualifica professionale. I contributi, in questo caso, sono rivolti sia alle imprese che svolgono attività di apprendistato sia direttamente al giovane.

Alla conferenza stampa era presente fra gli altri, anche l’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede, alla quale Ilmoderatore avrebbe voluto chiedere se non le sia sembrato a dir poco infelice la sua uscita riguardo all’indennità da 5.440 euro al mese percepita da assessore. Infelice perchè, alla luce dei dati forniti dalla Banca d’Italia sulla disoccupazione, offende quei siciliani che lo stipendio mensile della Bonafede, non lo vedono neanche in un anno!

Marina Pupella

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3 commenti

  1. Speriam che funzioni e che dia risultati positivi. Il piano mi sembra alquanto complicato. Inoltre, capisco che le risorse son poche dovendo pagare gl’interessi passivi sul devastante maxidebito pubblico nazionale (nel solo 2013 hanno inciso per 90 miliardi di euro quasi 180.000 miliardi di ex lire, cifra paurosa!), ma i 100 milioni di euro stanziati per un progetto cosi’ ambizioso mi sembran pochini; corrispondon quasi alla scandalosa vincita per il 6 al superenalotto dopo molte estrazioni, come qualvolta e’ capitato. Comunque dalla Sicilia alla Val Padana il lavoro arriva eliminando la spesa pubblica asociale e improduttiva che, gravando su lavoratori ed imprenditori italiani,compromette la competitivita’ di entrambi sui mercati, e con una vecchia ricetta: QUALITA’ E BUON PREZZO, elementi che si posson ottenere senza ipertartassare e stressare lavoratori ed imprenditori. Speriamo

  2. Sono un aspirante pubblicista e credo se tutto andrà per il meglio che questa potrebbe essere un buona opportunità per noi che solitamente veniamo retribuiti a pezzo pubblicato che non supera mai le tre euro ad articolo. Sono fiducioso che questo bando potrà darci qualche possibilità che ad oggi nessuno ci aveva mai dato. Adesso attendo con ansia l’uscita del bando e darò disponibilità ai vari editori siciliani per una collaborazione seriamente professionale. Ci spero sul serio! P.S. Chiederò al direttore Panasci se anche lui aderirà a questa iniziativa e se potrà darmi una possibilità di lavorare con lui.

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