Economia & Lavoro

Sicilia, oltre 67% pensionati vive con 500 euro al mese. Sindacati: “Utilizzare i fondi dei Pac”

Accelerare l’utilizzo delle risorse europee già stanziate e disponibili, 41 milioni di euro per la Sicilia , attraverso il Piano d’Azione Coesione (PAC- ADI), che altrimenti verrebbero reindirizzati. E’ questa la richiesta avanzata dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, Spi, Fnp e Uilp, che riuniti a Palermo, hanno affrontato i temi legati alla spesa della somma da destinare ai servizi per gli anziani non autosufficienti, in primo luogo all’aumento dell’assistenza domiciliare integrata.

“Il rischio vero è che questi fondi vadano perduti per la nostra Isola, – sottolineano i segretari generali Saverio Piccione Spi Cgil, Alfio Giulio Fnp Cisl e Antonino Toscano Uilp – gli stanziamenti quindi verrebbero reindirizzati verso altre linee d’intervento”. In questi mesi i sindacati dei pensionati hanno portato avanti insieme al Ministero della Coesione Territoriale, che ha la competenza dei progetti del Piano d’Azione e Coesione, un lavoro congiunto per utilizzare tutte le risorse del Pac destinate all’assistenza domiciliare integrate con l’obiettivo di aumentare il numero di anziani ultrasessantacinquenni da assistere e di migliorare la qualità e la quantità delle prestazioni da erogare.

In Sicilia oltre il 67% dei pensionati vive con una media di 500 euro al mese, le fasce bisognose, dunque, sono davvero un un numero cospicuo. I sindacati infine ribadiscono: “la richiesta di incontro e confronto sulle politiche sociali con il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, con la VI Commissione dell’Ars per i servizi sociali e sanitari, con l’Assessorato regionale alle politiche sociali e con l’Assessorato alla Salute , con lo scopo di dotare finalmente la Regione Sicilia di una legge organica sulle politiche sociali indispensabile per garantire e migliorare i servizi socio-sanitari, e utilizzare al meglio i fondi disponibili. Ciò è ancora più necessario per affrontare gli effetti devastanti della crisi che ricadono, in particolare, sulle famiglie e sui cittadini più poveri.”

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