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Sicilia, nasce ‘I food share’, rete solidale online per raccolta cibo

I food share

Nasce in Sicilia, precisamente a Caltanissetta, la prima piattaforma on line in Italia per la condivisione solidale del cibo. L’iniziativa è nata da quattro giovani di Caltagirone: Daniele Scivoli, Daniela Lirosi, Francesco Perticone ed Elisabetta Di Benedetto. Come si legge nel sito, ogni anno in Italia vengono buttati 12,3 miliardi di cibo.

“Condividere il cibo è un atto d’amore”, con questa frase l’associazione, il cui progetto parte anche da uno studio della Fao pubblicato nel 2011 sulla perdita e spreco di cibo a livello mondiale, invita i singoli donatori, cittadini, associazioni, ong, parrocchie, commercianti e aziende a donare il cibo in eccedenza, aiutando milioni di famiglie in difficoltà.

La crescente crisi economica ha infatti ridotto milioni di famiglie sul lastrico, sicché anche i più “insospettabili” sono costretti a rivolgersi alla Caritas o ad altre associazioni benefiche, per trovare un minimo di sostentamento. Per non parlare dei paesi sottosviluppati, dove ancora nel 2013 milioni di persone muoiono letteralmente di fame. Il problema delle perdite alimentari, nei paesi in via di sviluppo è principalmente dovuto a tecniche inadeguate di produzione, ad una gestione carente del dopo raccolto, alla mancanza di infrastrutture adeguate di trasformazione alimentare e d’imballaggio, ed alla mancanza di informazioni sulla commercializzazione che consentirebbe alla produzione di meglio adeguarsi alla domanda.

Nei paesi a medio e alto reddito invece le perdite alimentari derivano principalmente dal comportamento del consumatore ed anche dalla mancanza di comunicazione tra i diversi settori della catena alimentare. Per diventare donatori è necessario registrarsi al sito. Finora sono state donate 19 ceste alimentari.

“L’idea è nata a fine 2012 da un’esigenza concreta”, ha spiegato Elisabetta Di Benedetto, co-founder di I Food Share, “quella di ampliare dal basso l’attività di solidarietà di cui si è sempre occupato il Banco Alimentare, che però pare potrebbe esaurirsi già durante il 2013 per la mancanza di fondi”.

“Il nostro intento è quello di avvicinare il comune cittadino a gesti di solidarietà quotidiana che vadano al di là delle periodiche campagne di raccolta cibo, nei supermercati ad esempio. E in questo ci viene in aiuto la diffusione del web che favorisce fortemente la condivisione anche se renderemo presto attiva una linea telefonica per assistere quanti (associazioni, ong, parrocchie, etc.) non abbiano ancora accesso immediato a internet. Il consumatore finale si sente spesso estraneo allo spreco di risorse, quando in realtà il suo comportamento dal basso è responsabile tanto quanto la gestione dall’alto: grazie alla nostra iniziativa quindi vorremmo anche sensibilizzare i consumatori sui loro comportamenti quotidiani e contribuire ad una migliore educazione alimentare”.

Clara da Boit

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