Economia & Lavoro

Sicilia, mobile in legno comune venduto come pregiato: rimborsato catanese

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Un catanese aveva scelto sul catalogo un mobile in pino di Svezia, ma gli era stato consegnato in legno comune: grazie a Confconsumatori ha ottenuto la risoluzione del contratto e il rimborso di quasi 500 euro. Ancora una sentenza del Giudice di Pace di Catania in materia di Garanzia post vendita, che si aggiunge alle numerose altre vittorie ottenute da Confconsumatori.

Questa volta il Giudice di Pace di Catania, con sentenza n. 1927/13, nell’applicare la normativa prevista dagli artt. 128 e segg. del Codice del Consumo, ha riconosciuto il diritto dell’acquirente di un mobile ad aver risolto il contratto poiché il mobile acquistato su catalogo, espressamente promesso in materiale di “pino di svezia”, ben poco aveva di “nordico”, essendo costruito in diverso materiale. Il consumatore, rivoltosi alla Confconsumatori di Catania ha ottenuto il rimborso del prezzo pagato (€ 450,00) e la rifusione delle spese processuali. Inoltre il Giudice ha rigettato la consueta eccezione del venditore, che si dichiarava estraneo ed invitava a rivolgersi alla casa produttrice.

La sentenza si aggiunge alle altre che hanno visto riconoscere i diritti dei consumatori nei problemi di conformità riscontrati con telefonini, macchine fotografiche, depuratori di acqua domestici, automobili, aspirapolvere e pulisci tappeti, ecc. Una serie di pronunce che continuano ad aggiungersi dopo la prima ottenuta nel 2005, consolidando la giurisprudenza in materia.

L’esperienza acquisita ha già permesso la pubblicazione del manuale “Beni di Consumo e Garanzia Post Venditada parte della Federazione Siciliana dell’associazione, e consente di affermare che la giurisprudenza sul punto può considerarsi ormai consolidata.

«Grazie a tale nuova normativa é stata così superata l’impostazione tradizionale, che riconosceva solo l’anacronistica garanzia del Codice Civile – hanno dichiarato l’avv. Maurizio Mariani, che ha assistito il consumatore, e l’avv. Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia – Sono lontani e certamente superati i tempi delle primissime cause in cui si era presi quasi per visionari quando si invocava il Codice del Consumo e le normative comunitarie al fine di ottenere una tutela immediata da parte del venditore».

 

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