Cronaca

Sicilia, marito puzza e costringe la moglie a fare sesso. Condannato

La Corte d’appello di Catania ha condannato per via definitiva un uomo a due anni e mezzo di reclusione perché ha costretto la moglie ad avere rapporti sessuali con lui, ma la donna si rifiutava perché il marito non curava la sua igiene personale.

La donna, si legge nella sentenza depositata oggi, era “contraria ai rapporti sessuali perché l’uomo era solito consumarli al rientro della propria attività di pastore, senza praticare alcuna igiene e pulizia del proprio corpo”.

La Cassazione, nella prima sentenza sul caso, stabiliva che l’uomo, “dopo aver immobilizzato con le mani la moglie, le imponeva i rapporti sessuali, senza aderire affatto alle richieste della coniuge di effettuare la necessaria igiene del proprio corpo”.

La Suprema Corte aveva così ribadito che il reato di violenza sessuale sussiste “in tutti i casi in cui i rapporti sessuali vengano in qualsiasi modo imposti, essendo del tutto irrilevanti le modalità e i mezzi utilizzati e le motivazioni che avessero indotto la parte offesa a rifiutare non un astratto rapporto sessuale con il marito, ma il rapporto sessuale da questi preteso e poi imposto senza che avesse praticato quella igiene personale che la donna riteneva indispensabile”.

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