Cronaca

Sicilia, mafia nell’eolico. Sgarbi: “Adesso è chiaro perché mi hanno cacciato”

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Non c’è giorno che passi in cui Vittorio Sgarbi non abbia bisogno di dichiarare qualcosa. Qualche giorno fa, ospite della D’Urso, aveva accusato Grillo di essere un ignorante, “uno che confonde Tiziano con Tiziano Ferro”.

Oggi è intervenuto sul maxi sequestro da 1,3 miliardi di euro effettuato dalla Dia nei confronti dell’imprenditore siciliano Vito Nicastri: “Ecco la trattativa, chiara, evidente. Lo Stato ha facilitato l’attività della mafia dandole il tempo di potere distruggere il paesaggio e fare affari. Io sono stato cacciato da Salemi con inconsistenti pretesti perché disturbavo pubblicamente (con la testimonianza in conferenze, in televisione, sui giornali, anche in una scioccante sala del Museo della Mafia montata ormai due anni fa) gli affari della mafia nella cosiddetta energia pulita.

Il ministro dell’Interno Cancellieri e il prefetto di Trapani Marilisa Magna hanno favorito il provvedimento di scioglimento del comune di Salemi per insediare tre commissari favorevoli all’energia eolica, lautamente pagati (10 mila euro al mese, più rimborsi spese di 2 mila) per promuoverla e per arrestare ogni protesta e ribellione.

I commissari sono arrivati a eliminare la pubblicità del Museo della Mafia dall’aeroporto di Palermo per ridurre al silenzio anche quella denuncia così esplicita. Cacciare Sgarbi e far tacere le sue scandalose denunce. Oggi il disegno è chiaro e la complicità, il depistaggio, la lentezza dello Stato, aggredendo Salemi mentre Alcamo agiva indisturbata, sono la prova della trattativa Stato-mafia.

Con la complicità, più o meno consapevole, di forze dell’ordine, di magistrati di Trapani e di Marsala, prefetto di Trapani e ministro dell’Interno, con la loro azione e cercando di ridurmi al silenzio, hanno lasciato due anni di azione criminale alla mafia con la devastazione del paesaggio che io in due occasioni, a Gibellina e a Salemi, ho denunciato addirittura al Capo dello Stato e dopo esposti presentati alla procura di Marsala. L’unico risultato è stato cacciare Sgarbi e sciogliere il comune di Salemi”.

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