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Sicilia, Luca Bianchi si è dimesso. E gli altri?

Dalla Regione siciliana arriva il primo rendiconto della squadra di governo di Crocetta. Luca Bianchi, assessore al bilancio e alla finanza, da persona per bene, orgoglioso e sicuro del suo operato, rimette le dimissioni (sembrano irrevocabili) lasciando la delega scottante allo stesso presidente. “Io mi fermo qui, nessuno è indispensabile”, queste le parole di Luca Bianchi.

La situazione della finanziaria bis non prevede nulla di buono. Il super mutuo ancora in discussione con l’intero parlamento risulta non praticabile e soprattutto non onesto nei confronti dei cittadini e delle imprese che ancora una volta si trovano a “coprire” i deficit delle istituzioni tutte.

Ci chiediamo ancora perché assessori, cosiddetti tecnici, non prendano esempio dal loro collega e dimostrino coerenza ed etica nei confronti di chi li ha proposti (se così si può definire) comprendendo che l’80% del loro operato è risultato vano se non dannoso per l’intera collettività. Nei giorni scorsi abbiamo assisstito al “si salvi chi può” da parte di taluni tecnici presi dalla “fobia” di rintracciare i loro sponsor per preservare la tanto amata poltrona. La pura verità è che i siciliani oggi ne hanno le tasche piene e nutrono profondo odio verso questa amministrazione che nulla ha fatto o addirittura troppo hanno fatto per proprio contro.

Vi aggiorneremo in tempo reale sul progressivo andamento dell’attuale conferenza stampa del presidente Crocetta per sapere le decisioni finali sul decreto salva imprese sempre che non si trasformerà un decreto salva-poltrone.

“Ho lavorato fianco a fianco in questi mesi con Luca Bianchi – ha dichiarato intanto Crocetta – e abbiamo fatto un grande lavoro per salvare Sicilia e difendere il popolo siciliano: abbiamo fatto uscire la Sicilia da un rischio default che era certo e annunciato e ridotto la spesa senza fare macelleria sociale. I dati che l’assessore ha illustrato, mostrano chiaramente che le nostre non sono state riforme annunciate, abbiamo persino operato vere riforme strutturali attraverso l’azione amministrativa concreta e non solo con le leggi, ma laddove le previsioni legislative lo hanno consentito, con un’azione instancabile. La Sicilia perde un professionista di grande valore e un politico vero, che non ha mai guardato solo ai conti ma ai riflessi che tali conti avevano sulla vita sociale, economica e culturale.

Ci sono responsabilità per tali dimissioni? Ciascuno faccia un esame di coscienza e si chieda fino a che punto ha tentato di ostacolare un processo di rinnovamento irrinunciabile e sino a che punto non abbia manifestato, quando era necessario, l’obbligatoria solidarietà. Bianchi ha subìto attacchi anche personali non accettabili, non posso che essere solidale nei confronti delle scelte che ha fatto e che farà, ringraziandolo a nome dei siciliani. La politica siciliana – conclude Crocetta – si chieda seriamente se non sia necessario modificare il passo contribuendo concretamente all’azione del governo, invece di ostacolare chi cerca di cambiare le cose. Un fuoco di sbarramento inaccettabile, dietro il quale spesso si sono nascosti i gruppi di potere di sempre, l’organizzazione strutturale rivolta a una rapace e sistemica aggressione della spesa pubblica, combattuta da Bianchi e che sarà azione centrale del mio governo”.

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3 commenti

  1. la nostra collega è ai ferri corti con D’ALIA e questo conto lo dovrà pagare. Torna a fare l’architetto e a gestire, come hai fatto in tutti questi anni, i tuoi centri di formazione.
    VIA!! Bravo Bianchi, rischiavi di perdere la dignità in mezzo ai polli!

  2. dovrebbero dimettersi tutti. La Sicilia è in ginocchio per colpa loro. L?Assessore alla Famiglia invece che sta facendo? Avrà chiamato il suo onorevole di riferimento Cesa per non staccarsi dalla poltrona.
    schifo!

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