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Sicilia, l’Ars dice sì al reddito minimo. 400 euro a famiglia

L’Ars ha approvato l’articolo 41 della legge di stabilità che istituisce il reddito minimo per i siciliani che vivono in condizione di povertà. La norma istituisce il Fondo siciliano per il sostegno all’inclusione attiva (Sia), con una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro, rivolto alle famiglie che si trovano in condizioni gravi di disagio economico. Un milione sarà destinato al sostegno delle strutture accreditare presso l’Agea (Fondazione Banco Alimentare – Banco opere di carità) operanti in Sicilia per l’organizzazione di servizi di emergenza alimentare. Ogni nucleo familiare, ad ogni modo, non potrà ricevere un aiuto non superiore a 400 euro mensili. 

“Bene la norma che prevede un intervento positivo sul cosiddetto reddito minimo il quale,  comunque, deve essere gestito da un regolamento volto a evitare illegittimità e abusi – esordisce il capogruppo del Pdl Ncd, Nino D’Asero – ma facciamo anche il massimo nelle nostre facoltà perché di questi interventi non si debba più aver bisogno. Aiutiamo realmente l’imprenditorialità, per questo, specialmente le microimprese che creano posti di lavoro e benessere diffuso. Un primo passo in questa direzione sarebbe quello di sospendere per un anno i debiti verso Irfis, Crias e Ircac, di quante fra queste sono in difficoltà momentanea, specialmente nel comparto agricoltura. Con il collega Pippo Gianni, presento quindi un emendamento che contempli questo congelamento del debito”. “Dal reddito minimo e dall’aiuto alle piccole e medie imprese – conclude D’Asero – passa una seria politica rivolta al sociale”.

Il capogruppo dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana, Lillo Firetto dichiara: “E’ una misura importante istituita nella nostra Isola che permetterà di contrastare l’esclusione sociale e le difficoltà economiche di tanti siciliani”. “Il Sia – continua l’esponente centrista –  si pone l’obiettivo di garantire alle famiglie più in difficoltà l’acquisto di un paniere di beni e servizi ritenuto decoroso sulla base degli stili di vita prevalenti e prestazioni monetarie differenti, in base al reale bisogno delle famiglie”. “Non si tratta di un reddito di cittadinanza rivolto indistintamente a tutti – spiega Firetto – piuttosto di un sostegno ai poveri, identificati come tali, da una prova dei mezzi effettuata secondo criteri articolati e omogenei a livello nazionale: è comunque un patto di reciproca responsabilità tra il beneficiario e l’amministrazione pubblica, che si impegna a offrire adeguati servizi di accesso e di sostegno”.

“15 milioni da dividere fra le oltre 180mila famiglie siciliane che vivono in indigenza, servono solo ad innescare una guerra fra poveri o ad elargire una piccola elemosina di appena 83-85 euro. Questo provvedimento conferma l’impianto generale della Finanziaria che è un insieme di provvedimenti che tamponano, per giunta male, le emergenze e non danno alcuna prospettiva di sviluppo alla Sicilia.” Lo affermano i parlamentari del Partito dei Siciliani MpA Roberto Di Mauro e Toti Lombardo commentando l’approvazione in Aula a Palazzo dei Normanni dell’art. 41 della legge di stabilità e ricordando come i dati ufficiali, pubblicati dalla stessa Regione a fine del 2013, parlino di oltre 180 mila famiglie in povertà assoluta e 547 mila famiglie siciliane in povertà relativa.

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