Cultura

Sicilia, la III edizione di “Macerie” apre Palazzo Costantino

Seams In The Vacuum di Andrea Mineo

Anche quest’anno, grazie al mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona si apre nel meraviglioso scenario della festa di Santa Rosalia a Palermo, la volontà comune da parte di giovani e affermati artisti chiamati in causa per (ri)costruire idealmente e fattivamente il centro storico di Palermo con il potere sanatorio dell’Arte. La voce lontana di una richiesta devozionale rivolta a colei che in tempi passati sconfisse l’afflizione della peste, è oggi richiamata in causa per liberarci ancora una volta da quel morbo infettivo rimasto nel tessuto urbano che continua a corrodere centinaia di palazzi storici, inclusi tutti quelli dei Quattro Canti che ancora giacciono in stato di abbandono.

Quest’anno la Terza Edizione Del Progetto Macerie apre le porte, con una grande mostra, uno dei più importanti palazzi settecenteschi di Palermo: il Palazzo Costantino, che rimane, a causa d’innumerevoli intralci burocratici che bloccano i faticosi tentativi di chi vorrebbe restituirlo alla Città come luogo di fruizione culturale, sospeso tra una condizione di abbandono e degrado e tanta voglia di volerlo portare alla salvezza.

Un’esemplare iniziativa culturale, questa, che nasce dalla volontà di un giovane artista torinese di adozione palermitana: Andrea Mineo che con audacia e dedizione porta avanti indipendentemente già un anno un progetto artistico per la città di Palermo che per la qualità degli artisti invitati e gli ospiti di spicco che partecipano, si conferma essere un’iniziativa lodevole e d’alta qualità. Il progetto è strutturato in una serie di edizioni espositive miranti al ripristino e la riapertura di siti storici di notevole importanza culturale in stato di abbandono, tramite il coinvolgimento di artisti locali e internazionali, curatori, storici dell’Arte e operatori del settore della comunicazione.

Macerie è un progetto culturale sul senso di comunità e appartenenza. Attraverso le varie edizioni, gli artisti hanno stabilito molteplici interventi, le quali a partire da quest’anno trovano una maggiore definizione in Prospectus e Interius; prospetti, frontoni, sale, atri, chiese, diventano così la materia viva da cui distanziare quel senso di morte e di abbandono che, sebbene possa delineare un’estetica, risulta coatta e inabile a valorizzare gli esseri umani che la vivono. A dispetto del nome, Macerie è fatta principalmente da persone, che attraverso le loro opere riescono a compiere una ricucitura fra ambiente urbano e umano. La maceria vista come un retaggio, sprovvista del peso che la vuole socialmente inutile, riprende a vibrare caricandosi di molteplici sensi e raccogliendo più sensibilità. Macerie è anche un grado 0 dei luoghi, dove l’allestimento principale viene ricondotto alla volontà delle persone capaci di riscattare le forme, dando una rivincita a luoghi che al di là dei fasti storici, sono comunque e rimangono sempre spazi sociali.

L’attenzione di Andrea Mineo per Palermo ha rivelato due urgenze fondamentali: giovani artisti di talento, e una quantità enorme di palazzi storici in rovina. L’accostare di questi due dati ha suscitato in lui il desiderio di intervenire creando momenti e luoghi d’incontro per innescare un elemento di ricostruzione di fronte a tanto spreco di potenzialità.

Già nel 2012 con la Prima Edizione del progetto Macerie l’attenzione si è potuta catalizzare nel quattrocentesco Palazzo Barlotta Principi di San Giuseppe che divenne lo scenario di un’audace azione di ripristino culturale della città, richiamante in una sola serata un pubblico di 600 persone in uno spazio chiuso e abbandonato da decenni. Le “macerie” in quell’occasione hanno costituito la materia prima per la realizzazione delle loro opere che sono esposte negli stessi spazi liberati da esse. Nell’Aprile scorso invece la Seconda Edizione del progetto Macerie segna una tappa fondamentale: l’apertura per una settimana al pubblico di una chiesa settecentesca abbandonata e vandalizzata brutalmente da decenni, che gli artisti invitati hanno ripulito, ridando dignità al luogo, soprattutto attraverso interventi artistici fortemente connotati.

Gli artisti che si riuniscono attorno ad Andrea e al suo ambizioso progetto si confermano essere degli eroi contemporanei il quale lavoro si struttura dai risultati della forte “crisi” e che da essa trae l’ispirazione e la forte volontà di “ricostruire”. Partendo dal presupposto assodato e socialmente accettato – “lavora per costruirti un futuro”, una riflessione sulle macerie porta una riflessione retroattivamente esotica: “lavorare per strutturare un presente per destrutturare passato e futuro”; in questa zona limite avviene l’intervento artistico, si rimette “ a processo” la cultura, risvegliando strutture originarie che hanno solleticato frivolamente i colonialisti, strutture monito/molito che hanno rappresentato per secoli l’unica nozione di “storia”, che a dispetto della materia forse è più friabile della tradizione orale.

All’interno del percorso espositivo del settecentesco palazzo Costantino, in questa terza edizione Macerie, si potrà ammirare nell’affascinante spazio della cavallerizza, l’istallazione ambientale intitolata “Seams In The Vacuum” di Andrea Mineo realizzata interamente con teli industriali raccolti nei vari cantieri di lavoro della città. L’opera in questione grazie alla scelta delle tonalità blu e verde dei teli trasforma lo spazio in un ambiente surreale di sospensione e ascesa (foto allegata) che conduce lo spettatore ad una riflessione introspettiva.

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