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Sicilia, Irsap: ridotto il contributo di funzionamento per il 2014

Un disastro annunciato dalle conseguenze economiche e sociali incalcolabili per il tessuto economico e produttivo dell’intera regione del quale non sembrano avere la minima cognizione quanti lo hanno perpetrato. Queste le prime valutazioni che, in mancanza di documenti ufficiali, emergono dalle notizie di stampa diffuse dopo i tagli imposti dal Commissario dello Stato alla Legge di stabilità votata dal Parlamento regionale e che coinvolgono l’IRSAP al quale – per l’intero anno 2014 – risulta assegnato un contributo di circa due milioni di euro, a fronte dei sedici milioni concessi nell’anno appena trascorso.

Non servono molti giri di parole per comprendere come il contributo previsto sia assolutamente inadeguato a coprire il costo dei servizi sostenuti dall’IRSAP nelle sessantatre aree industriali dell’isola dove l’impossibilità di pagare il servizio di gestione della depurazione industriale – determinandone l’inevitabile interruzione da parte delle imprese che lo gestiscono – nonché i servizi relativi alla sicurezza delle strade, ai servizi di vigilanza, all’illuminazione, alla distribuzione idrica e del gas ed agli altri servizi che consentono l’apertura quotidiana delle migliaia di aziende operanti nelle aree industriali gestite dall’IRSAP, subentrato nel 2012 ai Consorzi ASI, comporterà la loro inevitabile chiusura, con ripercussioni incalcolabili sui livelli occupazionali.

E questo per non parlare del dramma sociale dei 275 dipendenti degli stessi ex Consorzi e delle loro famiglie ai quali non potrà essere assicurato il pagamento dello stipendio a partire dal prossimo mese di febbraio: tra questi, anche una ventina di ex dipendenti dell’EAS dislocati negli ex Consorzi ASI di Agrigento e di Gela per i quali i tagli imposti dal Commissario dello Stato hanno azzerato per intero il capitolo destinato al pagamento degli stipendi.

Le conseguenze funeste delle decisioni assunte dal Commissario dello Stato mostrano con ancora maggiore vigore – anche sotto un profilo strettamente tecnico – la propria portata devastante solo considerando che l’operatività dell’IRSAP e delle aree industriali avrebbe dovuto essere assicurata attraverso il bilancio di previsione per l’anno 2014, nel quale era già stata indicata una riduzione del cinque per cento rispetto al contributo già concesso per il 2013. Tale operatività, già messa in forte dubbio dalla ventilata riduzione del contributo per l’anno 2014 a dodici milioni di euro, in sede di predisposizione del bilancio regionale, risulta ora praticamente azzerata con la previsione di un contributo di due milioni per l’intero 2014.

Né si può tralasciare il fatto che già il contributo concesso all’IRSAP per l’anno 2013 – sedici milioni di euro – risultava inferiore rispetto a quanto erogato negli anni precedenti dalla stessa Regione siciliana per assicurare il funzionamento degli undici Consorzi ASI, tenendo presente che allo stesso Istituto è stato richiesto di mantenere tutti i servizi in precedenza assicurati alle imprese e gli identici livelli occupazionali dei vecchi Consorzi.

La situazione venutasi a determinare, gravissima e dalle conseguenze allo stato inimmaginabili sotto il profilo economico e sociale, impone una urgente correzione dei conti della regione – ed, in particolare, del capitolo 243301 del bilancio della Regione siciliana, dedicato al funzionamento dell’IRSAP – se si vuole evitare il collasso definitivo di ciò resta della piccola industria siciliana e la messa sul lastrico di tutti i 275 dipendenti degli ex Consorzi ASI siciliani, le cui retribuzioni sono state finora assicurate dall’IRSAP.

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