Cultura

Sicilia, gli intarsi all’italiana si vendono meglio in Ucraina

Foto Ufficio Stampa

In occasione di Kiff 2013, salone del mobile di Kiev, i dati di commercio e le aspettative del design siciliano. Tra le particolarità in fiera gli intarsi “Maggiolini”, i letti tondi per gli Emirati Arabi e il tavolo-donna “Agata”.

Dieci aziende siciliane di design ed arredamento per la casa sono andate a Kiev, Ucraina, dove hanno partecipato a “Kiff – Kiev International Furniture Forum”, la fiera internazionale del mobile, che si è conclusa sabato 16 marzo, un appuntamento ventennale e strategico per l’esportazione verso i mercati dell’Est. A fare gola sono i Russi, i nuovi ricchi e il loro desiderio di circondarsi dello stile occidentale e del Made in Italy, in particolare.

Più di 500 i buyers ucraini e russi accreditati, 300 gli espositori nel padiglione “Italia” allestito presso il “center Kyiv Expo Plaza”, e 48 i metri quadri destinati alle imprese che provengono dalla Sicilia. Tre producono divani: Mobili Frisina di Borgetto, Vega e L.M. salotti di S. Giovanni Gemini; tre ceramica: Ceramiche 3g, Sofia la maiolica calatina di Caltagirone, Nicolò Giuliano di Monreale; argenti per Afm di Palermo e mobili di design con Roberto Varchi di Gela e di Studio Fra di Catania. Chiude la missione, finanziata dalla Regione siciliana, la rara e preziosa arte di Sicilia intarsi di Catania.

«Fino a tre anni fa – spiega Riccardo D’Antone titolare dell’azienda che opera nel settore degli intarsi in legno – il cento per cento della nostra produzione era venduto in Italia. Ai paesi emergenti destinavamo solo i semilavorati. Oggi l’80 per cento del nostro prodotto già finito, invece, va all’estero, soprattutto Romania e Albania. A piacere di più, sia per i mobili sia per le porte, – riferisce – è lo stile classico, chiamato “Maggiolini”, dal nome del maestro dell’intarsio italiano, complesso, ornato e barocco, realizzato con legni e materiali preziosi come radica, ebano e madreperla. L’esigenza di partecipare alle fiere di settore – conclude – è quella di aprire ad un nuovo mercato per sostituire quello italiano che non esiste più. In passato, dopo il Made expo di Milano, abbiamo consolidato vecchi clienti e acquisito nuovi contratti in Albania».

Tra i pezzi originali in fiera, i letti tondi in palissandro, che piacciono soprattutto al mercato alberghiero e in particolare agli Emirati Arabi, idea di Francesco Frisina, il tavolo “Agata”, “mobile e mutevole”, degli architectural designer Ettore Mangione, Mirko Garufi, Fabrizio Russo, ispirato alle forme della donna, che è al contempo una seduta ed integra cassettiere e vani porta oggetti in bamboo e i cassettoni a soffitto classici, intarsiati e premontati.

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