Economia & Lavoro

Sicilia, forti misure contro l’evasione fiscale

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Su un campione di 447 mila scontrini emessi, 1 su 3 è irregolare. Siglato Protocollo d’Intesa tra l’Agenzia delle Entrate e L’Agenzia delle dogane Sicilia per combattere l’evasione regionale.

Occultati 39 miliardi di euro tra evasioni fiscali e altre attività in genere. Il dato allarmante è stato divulgato dalla guardia di finanza, la quale aggiunge che il 32% degli scontrini e delle ricevute fiscali è irregolare. ”Proseguiremo con decisione la nostra azione per recuperare le risorse sottratte al bilancio dello Stato”, afferma il comandante generale della Guardia di Finanza, Saverio Capoluogo.

Decisa a contrastare le attività di frode, la guardia di finanza individua 4,8 miliardi di Iva evasa. Per quanto riguarda le evasioni internazionali, i costi individuati ammonterebbero a 17,1 miliardi di euro. Tra i traffici più gettonati, lo spostamento all’estero dei capitali occupa un posto di rilievo. Per non pagare le tasse nel territorio Italiano si oltrepassano le frontiere in cerca di paradisi fiscali. Inoltre, dai rapporti delle Fiamme Gialle, emergono anche i trasferimenti delle residenze personali e societarie, verso quei lidi che garantiscono una netta diminuzione della pressione fiscale.

Per quanto riguarda il territorio siciliano, è stato siglato un Protocollo tra l’Agenzia delle entrate e l’Agenzia delle dogane Sicilia. In un Comunicato Stampa si rende noto che “In base all’accordo, l’Agenzia delle Dogane segnalerà all’Agenzia delle Entrate le nuove autorizzazioni alla gestione di depositi doganali e fiscali, mentre l’Agenzia delle Entrate comunicherà all’Agenzia delle Dogane l’elenco dei depositi Iva attivi nella Regione Sicilia”.

Il comunicato puntualizza: “Il protocollo siglato – afferma il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Sicilia, Giuseppe Napoleoni – rappresenta un importante sviluppo nel consolidamento di un modus operandi nel quale le specifiche competenze delle Autorità fiscali si fondono e interagiscono in linea con gli indirizzi del Governo, nel perseguimento degli interessi della collettività. Si prevedono ulteriori misure repressive per combattere un fenomeno che, inevitabilmente, incide in negativo sul prodotto interno lordo”.

Dario Cataldo

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