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Sicilia, Formazione Professionale: lavoratori in piazza contro licenziamenti

Protesta formazione, foto archivio

La Formazione Professionale è una questione sociale che sta vivendo un periodo molto brutto dal punto di vista economico. Si attendono ancora il pagamento delle somme arretrate e il finanziamento della seconda annualità dell’Avviso 20, una riforma seria del settore che preveda un sistema rigido di accreditamento degli enti che possano svolgere un attività di formazione più adeguata alle esigenze del lavoro, oltre agli stipendi da più di un anno.

Per questo motivo duemila lavoratori del settore oggi hanno scioperato e hanno preso parte alla manifestazione indetta dai sindacati Flc Cgil Cisl Scuola e Uil Scuola. Per l’occasione sono stati organizzati due sit in a Palermo: uno in via Trinacria davanti la sede dell’Assessorato al Lavoro e uno in via Ausonia davanti la sede dell’assessorato alla Formazione. Inutile dire che il traffico in quella zona è rimasto paralizzato per diverse ore. Per l’occasione sono stati organizzati venti pullman provenienti da tutta la Sicilia e, al termine del sit in i dirigenti degli Assessorati hanno ricevuto due delegazioni.

“Per governare una situazione di crisi sociale ed economica così esplosiva – commenta Maurizio Bernava, Segretario regionale Cisl Sicilia – servono fatti concreti e invece dopo mesi di annunci, attacchi ai lavoratori e ai sindacati, ci ritroviamo fermi ad un punto: i lavoratori sono senza stipendio, rischiano il posto di lavoro , la macchina amministrativa della Regione è bloccata, finora non è stata in grado di gestire i fondi europei per il settore, ed è ancora lontano il vero cambiamento del settore che ormai chiediamo da due anni con un sistema rigido di accreditamento degli Enti che si basi sulla qualità delle attività formative rispondenti alle reali esigenze del mercato del lavoro. Servono fatti concreti con la garanzia per i lavoratori non annunci, e questo vale per tutti i settori che attendono risposte dalla formazione, ai precari, ai lavoratori forestali”.

Secondo Giovanni Migliore, Responsabile Formazione Cisl Scuola, invece “serve riformare subito il settore ma intanto bisogna superare l’impasse causata da una macchina amministrativa bloccata che non riesce a consentire agli enti di pagare gli stipendi ai lavoratori, far partire i corsi, finanziare la seconda annualità dell’Avviso 20 con il Piano giovani, punto previsto dall’accordo che abbiamo firmato ben due anni fa”. Sul piano formale il passaggio del finanziamento dell’Avviso 20 dalle casse regionali ai fondi europei richiede solo l’abbassamento della soglia degli studenti dei corsi al di sotto dei 35 anni, non comprendiamo perché il sistema resti bloccato”.

I sindacati soprattutto lamentano il fatto che a fronte dell’80% dell’attività formativa già svolta dagli Enti, la Regione ha finora pagato solo il 25% delle somme dovute. La conseguenza è l’impossibilità da parte degli Enti stessi di poter ottenere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), indispensabile per attestare l’assolvimento da parte dell’impresa degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa Edile.

Come diceva il grande Corrado: “E non finisce qui”.

 

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