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Sicilia, Formazione: la graduatoria dell’Avviso 8 è una vera porcata

Formazione Sicilia: Crocetta il Corsista
Formazione Sicilia: Crocetta il Corsista

La Formazione in Sicilia non smette mai di deludere e schiacciare i “figli di nessuno”.

Arriva, finalmente (si fa per dire) la tanto attesa graduatoria della ormai vicina “campagna elettorale” del PD e friends.

Questo parto è stato molto sofferto da mamma Regione, ma che certamente provocherà ancor di più sofferenze a chi ha investito, lavorato, impegnato risorse e tempo per quell’avviso a cui tanto e tanti  hanno creduto e che sperano diventi presto di “garanzia”. Diciamolo: al “peggio non c’è mai fine”.

Il buon pastore Rosario Crocetta tante volte ci ha raccontato fiabe della formazione nelle diverse modalità di schiacciamafia e di paladino del buonaffare come solo lui sa fare.

Ma “putroppamente” direbbe il buon Cetto LaQualunque:  “non è certo che con i progetti che crei sviluppo” bensì con la distribuzione di poltrone comode e confortevoli ad amici e parenti. ‘Nto culo a qualità.

Formare (anche questo si fa per dire) giovani, meno giovani, disoccupati e inoccupati è l’affare di questo secolo. E’ i nostri politici lo sanno! Altrochè!

La storia e l’attualità, i fatti di cronaca certificano il malaffare, la corruzione ma anche la grande capacità organizzative di tipo criminale che molti soggetti politici, del PD oggi e di altri partiti nel passato, come (NON) gestivano la formazione e come si arricchivano alla faccia de popolo siciliano, dei corsisti, formatori, tutors e quant’altro ruotasse in questo settore.

Le organizzazioni della deviata formazione tutto facevano all’insegna del denaro e del potere. Fiumi di denaro da nascondere, da portare all’estero in barba ad ogni giustizia sociale, amministrativa e penale. Loro potevano. Osavano e in concussione con il sistema riuscivano.

Politici indegni sostenuti da altrettanto indegni politici e amministratori corrotti che ci “sguazzavano” per un chiaro tornaconto: Mogli e amanti nelle veste di direttori/trici, parenti di primo al terzo grado tutti impegnati in ruoli chiavi di direzione, amministrazione, tutoraggio e affini, tutti assunti con il nostro denaro. Profumatamente pagati.

Solo i formatori e gli allievi dovevano attendere il pagamento delle spettanze pure quando non c’era d’attendere, ma il denaro costa e, se messo in banca, rende pure. Ancora di più se su conti fuori dalla giurisdizione italiana.

Questi politici manager li abbiamo conosciuti per la moltiplicazione dei pani? No, dei corsisti. Gli stessi allievi che negli stesso giorno e nella stessa ora riuscivano a sdoppiarsi o a triplicarsi per essere in diversi centri che fanno capo allo stesso gestore e per anni. Una dote. 

Corsisti che ricevevano molteplici Attestati, tutti in sol colpo.

Tanto sempre di colpo si tratta. Nemmeno gli stessi allievi riuscivano a capire come potevano essere iscritti contemporaneamente a più corsi, ma in effetti una volta dentro non uscivano più dal giro.

Anche i morti potevano essere formati, bastava chiederlo all’ente giusto e tutto si realizzava.

Gli obiettivi:

dopo ogni corso, o multicorso che sia, gli iscritti potevano vantarsi della loro preparazione e del futuro che ognuno di loro aspettava e di quel miracolo chiamato: lavoro. Lavoro che mai arrivò.

Bastava comunque sperare e riprovare perchè il lavoro poteva arrivare da un momento all’altro.

Occorreva quindi solo formarsi e attestarsi. 

Giovani corsisti che nel tempo si sono ritrovati sposati e con figli, a loro volta sposati, ma sempre corsisti fedeli e costanti sono rimasti.

In effetti il corsista per certi versi diventava sempre più un lavoro a tempo determinato, ma sempre lavoro era ed è!

Tant’è che qualcuno propose di scrivere sull’attestato: “Corso per Corsisti”. 

Nel frattempo i gestori della mala formazione si arricchivano e potenziavano il loro territorio con affari sopra affari riconfermando il loro “posto” legislatura su legislatura.  

A chi non piacerebbe fare soldi senza fare un cazzo? A chi non piacerebbe possedere tanti soldi, auto, privilegi, prebende, donne, amanti e soprattutto tanto potere?

Il PD, a parte qualche eccezione, è stato ed è anche questo.

Oggi, dopo anni di avvisi pubblicati, revocati, ritirati, dapprima chiamati  AVVISO 1, poi 2, 3, e ancora 8, ecco arrivare a destinazione una graduatoria che sa di scandalo sopra ogni scandalo. Una pura VERGOGNA su tante vergogne.

Si continua a mortificare il nuovo che arriva e che investe e che probabilmente potrebbe produrre una vera formazione e che certamente potrebbe tramutarsi in possibile lavoro.

No. Questo a Crocetta e a Marziano e CO. non piace.

Ecco che il PD, con i suoi uomini e le sue donne, a scanso di equivoci, ri-torna al “vecchio” (sistema) camuffato da nuovo ma che puzza perchè è proprio il vecchio.

A loro, Enti baciati da DIO,  progetti milionari, finanziati a colpi di milioni di euro, atte a produrre altre assunzioni (finte) che ovviamente si sommeranno alle vecchie, ma che in questo momento produrranno “consenso”. Si, quel consenso utile a far quadrare i conti per l’imminente campagna elettorale.

Urne che vai gente che trovi. 

In tutto questo Saro il presidente cosa fa? Come da routine, nulla ha capito. O forse pure troppo ha capito.  Anzi, come si dice in Sicilia: “u prisiriente a sapi luonga “, dove da un lato “iecca vuci” contro la mafia (quale non si sa’) e dall’altro nell’indifferenza più totale, alimenta il vecchio sistema da politico di prima repubblica scaduto.

Bene? No, Male. Non ci resta che augurarci un AVANTI TUTTA e  che “anche questa nottata a da passà”.

MAH! Sicilia terra d’onuri?

No amici miei: Sicilia terra di CORSI e RIcorsi

 

FraPa

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