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Sicilia, Ferrandelli: “Centinaia di disabili prigionieri in casa”

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“È inconcepibile che circa 1.400 portatori di handicap sono da anni in attesa del contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Per questo motivo ho presentato un’interrogazione per chiedere quali provvedimenti il governo intende adottare per attenersi alla disposizioni nazionali, secondo cui la copertura finanziaria deve gravare sul bilancio regionale, e per garantire la copertura anche per l’anno in corso”. Queste le dichiarazioni di Fabrizio Ferrandelli, deputato Pd all’Ars.

Un iter lungo, partito dalla legge n. 13 del 9 gennaio 1989 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati” che ha introdotto la possibilità di richiedere contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche che impediscono la mobilità e l’utilizzazione degli spazi negli edifici privati da parte di soggetti disabili che soffrono di ridotte o impedite capacità motorie o visive.

Nel 2004, con l’art. 33 della Legge Finanziaria n. 17 è stata autorizzata, per un triennio, l’erogazione di contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche in favore dei Comuni. Nel 2007, sono state dettate direttive utili per il coordinamento e l’uniformità delle procedure amministrative da parte delle Amministrazioni locali per mezzo di istruzioni chiare ed univoche su tutto il territorio regionale. Le istanze così trasmesse dalle Amministrazioni locali entro il 31 marzo di ogni anno, vengono inserite nella graduatoria dell’anno in corso.

Con l’adozione di tale provvedimento è stato possibile liquidare i contributi relativi alle pregresse graduatorie, azzerando di fatto tutti i contributi dovuti sino al 2006. Dall’anno 2007 e sino al 2008, in assenza di uno specifico capitolo nel Bilancio regionale, si è provveduto all’assegnazione delle necessarie risorse finanziarie, gravando sul Fondo delle Autonomie Locali. Ma la Legge di riforma dell’Amministrazione regionale, nel 2009, ha determinato l’assegnazione dei dipartimenti Famiglia e Autonomie locali in due diversi assessorati, non consentendo dunque l’adozione di tale procedura.

“Una situazione aberrante – precisa Ferrandelli – che ha determinato la mancata liquidazione dei contributi, in quanto a tutt’oggi non hanno trovato alcuna copertura finanziaria nel Bilancio regionale. Ogni cittadino ha il diritto di vivere una vita normale. Ed è nostro dovere garantire tale diritto anche e soprattutto a quei 1395 soggetti portatori di handicap che da anni attendono il contributo che permetterebbe loro di vivere meglio e in condizioni di certo meno avverse”.

Comunicato stampa

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