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Sicilia, ecco la manovra ter: previsti tagli all’Ars

360 milioni di euro. A tanto ammonta la nuova manovra, la terza per l’esattezza, del Governo Crocetta. La copertura finanziaria pare essere assicurata dagli accordi sottoscritti col governo nazionale e che hanno a che fare con il riconoscimento di alcune sentenze della Corte costituzionale favorevoli alla Sicilia.

“Il prossimo che dice che la Sicilia non ha soldi e va commissariata, vado in Procura e lo denuncio per attentato alla costituzione”. Sono state le parole del presidente Crocetta alla conferenza stampa di ieri, organizzata sempre col solito criterio dell’ultimo minuto.

All’incontro coi giornalisti era presenta anche l’assessore regionale all’Economia, Roberto Agnello. “Abbiamo fatto il massimo con senso di equilibrio nelle condizioni che sono storicamente date e nonostante l’onda lunga di un passato che tutti conoscono – ha proseguito -. È un’illusione pensare che il governo della cosa pubblica possa avvenire senza tenere conto dei problemi di bilancio del passato. Abbiamo cercato di proseguire una politica finanziaria di rigore per creare una nuova politica. È impensabile costruire un piano sopra una palazzina che sta crollando”.

La manovra –ter si avvicina molto a quella stravolta dall’impugnativa del Commissario dello Stato dello scorso gennaio. Non a caso, tra i 51 articoli ecco che sono state riproposte le norme su Irfis (l’istituto regionale per i finanziamenti alle imprese) e sull’integrazione socio-sanitaria. Ma non solo. La manovra correttiva contiene una serie di tagli, a partire dalle risorse destinate al funzionamento dell’Assemblea regionale siciliana per 15 milioni di eruo. Per quest’anno, a partire dal primo luglio, la riduzione sarà di 6,25 milioni, mentre per il 2015 e 2016 salirà a 15 milioni all’anno. La sforbiciata più grossa arriverà dal primo gennaio 2018, quando i tagli saranno pari a 25 milioni rispetto allo stanziamento nel bilancio 2014.

L’Ars, si legge nella manovra, “a decorrere dal 1 luglio 2014 deve conseguire riduzioni di spesa che, con riferimento alle spese di natura amministrativa e per il personale, saranno autonomamente deliberate con le modalità previste dal rispettivo ordinamento”. Il comma successivo stabilisce che “dal 1 agosto 2014 l’Assemblea equipari il trattamento economico del proprio personale ai livelli retributivi dei dipendenti dell’amministrazione regionale”.

I risparmi di spesa, derivanti dal taglio dei trasferimenti all’Ars, saranno destinati al fondo per la cancellazione dei residui attivi. A questo proposito pare ci siano buone notizie. Il disavanzo regionale scende a 463 milioni (era previsto un disavanzo di oltre 600 milioni). Così, il governo ha a disposizione 111 milioni per il 2014 e una somma molto simile per il 2015 da destinare al Fondo rischi sui cosiddetti “residui attivi” che ammonta, per quest’anno a circa 217 milioni di euro. La Finanziaria prevede poi la soppressione di “comitati, commissioni, consigli, collegi o organismi collegiali comunque denominati operanti all’interno dell’Amministrazione regionale”. Per quelli ritenuti essenziali si dovrà comunque operare una riduzione o un azzeramento della spesa.

Previsto anche uno stop alle “doppie pensioni”. Il documento finanziario prevede l’abolizione delle cosiddette pensioni integrative della Regione, che si aggiungono a quelle dell’Inps. “Le manterremo solo – ha pontificato Crocetta – a quelle persone per le quali quella pensione rappresenta l’unica fonte di reddito”.

Previsto anche un taglio di spesa nella sanità da 25 milioni di euro, mentre il governo ha deciso di riproporre la norma sulla cosiddetta “Integrazione socio-sanitaria” che era stata bocciata dal Commissario dello Stato. “Abbiamo fatto tesoro di quei rilievi” ha detto Crocetta. L’assessorato alla Salute e quello alla Famiglia, si legge nel testo dovranno disciplinare insieme il sistema dell’assistenza socio-sanitaria. Inoltre, la Regione ha trovato 12,8 milioni di euro per il ricovero dei minori e 14,4 milioni per le “comunità alloggio per disabili psichici”.

Un capitolo a parte interessa gli stipendi dei dipendenti regionali e degli enti collegati. Le somme dovranno servire per garantire le buste paga almeno fino al 31 dicembre. Per i forestali saranno destinati 94 milioni, 3 milioni per i Consorzi di bonifica ai quali vanno aggiunti 2,28 milioni per la “manutenzione del territorio e del paesaggio rurale”, mentre 8,6 milioni serviranno per pagare gli stipendi dei dipendenti Eas. Altri sette milioni sono stati stanziati per la “gestione degli impianti idrici”.

Il governo Crocetta, che da sempre si dice sensibile ai problemi dei ceti meno abbienti, ha anche deliberato delle misure di contrasto alla povertà, che lo stesso presidente ha definito un po’ il fiore all’occhiello della sua manovra: un pacchetto di misure contro la povertà e per favorire l’inclusione sociale, a partire da un “assegno di cittadinanza solidale” alle famiglie con reddito Isee non superiore ai 5 mila euro annui. L’assegno verrà erogato dai Comuni sulla base di una graduatoria che si baserà sul reddito Isee. Per questi interventi è prevista una somma superiore ai 60 milioni di euro.

Ancora più poteri al segretario generale della Presidenza della Regione. Una norma, infatti, “sposta” alla Segreteria generale la gestione degli interventi rivolti alle vittime di mafia e della criminalità organizzata. La manovra “dovrebbe” (il condizionale è d’obbligo, visti i precedenti) essere depositata all’Ars oggi, mentre martedì in commissione Bilancio dovrebbe iniziare l’esame del testo.

Marina Pupella

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