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Sicilia e Cina: le due culture narrate in aula dall’Università di Palermo

Si è chiuso sulle note della canzone “Nel blu dipinto di blu” intonata da uno studente italiano e da una studentessa cinese il convegno che, per un pomeriggio, ha creato un ponte tra Palermo e la Cina.

“Sicilia e Cina, andata e ritorno – Contatti, confronti e progetti” è stato infatti un incontro dedicato a due realtà geograficamente lontane ma che riescono ad avvicinarsi sempre di più grazie ad un accordo stipulato tra l’Ateneo di Palermo e l’Università di Chongqing, la Sisu (Sichuan International Studies University).

Ad aprire l’incontro, che si è svolto nella nuova aula magna dell’ex convento di Sant’Antonino, è stata la prof.ssa Mari D’Agostino, direttore della Scuola di Lingua italiana per Stranieri. La prof.ssa ha ricordato l’accordo che, dal 2011, l’Ateneo ha firmato con l’Università di Chongqing e che ha permesso a tre docenti palermitani di insegnare in Cina e a decine di studenti della Facoltà di Lettere di trascorrere presso la Sisu un proficuo periodo di studio.

Subito dopo ha dato la parola al Pro Rettore Pasquale Assennato. Oltre ai suoi saluti il Pro Rettore ha segnalato il contributo della Scuola di Italiano al processo di internazionalizzazione dell’Ateneo attraverso molteplici accordi di collaborazione con università straniere e attraverso la qualità dei corsi di italiano per stranieri che vengono offerti a studenti interni ed esterni all’Ateneo.

A seguire Mario Giacomarra, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Laura Auteri, Direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Enrica Cancelliere, Presidente del Corso di laurea in Lingue e Mediazione Linguistica hanno salutato il pubblico numeroso presente in sala per lasciare poi la parola ai relatori.

La prima relazione è stata tenuta da Paolo Santangelo dell’Università “La Sapienza” di Roma che ha presentato Ming Qing Studies 2013, una tra le più importanti riviste internazionali di sinologia. Ming Quing Studies è una pubblicazione annuale, sia cartacea che on line, realizzata grazie alla collaborazione di diversi studiosi sia italiani che stranieri e che vuole dare un contributo al dibattito su questioni storiche e culturali della Cina tardo imperiale e pre-moderna.

A seguire l’intervento di Renata Vinci, dottoranda di ricerca alla Sapienza, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio indietro nel tempo. Renata Vinci ha infatti studiato come veniva vista l’Italia, ed in particolar modo la Sicilia, dagli scrittori delle varie dinastie imperiali. Da descrizioni dell’ambiente, della natura affascinante e incontaminata si è poi passati all’analisi della situazione politica italiana e siciliana, descrivendo Garibaldi e il Regno delle due Sicilie.

Yang Lin, docente e responsabile del Corso di Laurea in Lingua italiana presso la Sisu ha analizzato il modo in cui è stata vista la Cina da scrittori italiani come Alberto Moravia e Goffredo Parise che, tramite il reportage giornalistico, hanno descritto i loro viaggi nel paese orientale.

Infine la prof.ssa Giusi Tamburello, docente presso l’Ateneo di Palermo, ha raccontato la sua esperienza di studio e lavoro in Cina.

L’incontro è stato concluso da testimonianze degli studenti cinesi della Sisu che da sei mesi studiano a Palermo e da giovani dell’ateneo palermitano che hanno trascorso un periodo di studio alla Sisu. Il loro intervento è stato preceduto dal docente Vincenzo Pinello che ha illustrato il lavoro svolto quotidianamente dalla Scuola per far apprendere la lingua ma anche la cultura italiana: laboratori e incontri con scrittori sono solo alcune delle molteplici attività organizzate dalla Scuola per creare un’immersione totale dello studente nella lingua italiana.

Due studentesse cinesi hanno poi raccontato la loro esperienza di studio a Palermo, i loro problemi iniziali nell’apprendere la lingua e gli ottimi risultati ottenuti dopo duri sacrifici. Il loro contatto con l’Università di Palermo è iniziato due anni fa, tra i banchi della Sisu, quando hanno cominciato a seguire le lezioni di lingua italiana del docente palermitano Pinello che si trovava lì grazie all’accordo di mobilità. Hanno poi scelto di proseguire il loro percorso di studi a Palermo. Adesso stanno scrivendo le tesi di laurea seguite da professori dell’Ateneo di Palermo.

Infine gli studenti italiani hanno raccontato la loro esperienza in Cina. Anche per loro non sono mancati problemi con la lingua, difficoltà nel comprendere e nell’adeguarsi ad una cultura tanto diversa. Ma questo non li ha fermati, anzi li ha motivati ancora di più. L’incontro si è chiuso fra le note di “Nel blu dipinto di blu” davanti ad un pubblico ancora numerosissimo e attento.

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