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Sicilia, doppia preferenza di genere: favorevoli e contrari

Foto ufficio stampa

«Siamo soddisfatti che il governo regionale abbia condiviso come prioritaria l’introduzione della doppia preferenza di genere. Crediamo di essere stati fra i primi, il 19 dicembre dello scorso anno, ad avere posto il tema con un apposito disegno di legge».

È questo il commento di Nello Musumeci in merito all’ipotesi di introdurre in Sicilia questa riforma del sistema elettorale. Il parlamentare sottolinea, però, l’inopportunità della convocazione di una seduta d’Aula straordinaria: «francamente – spiega – non condividiamo l’urgenza di un’apposita seduta d’Aula, perché si poteva benissimo aprire una finestra nell’avvio della sessione di bilancio».

A dicembre i parlamentari del Gruppo Lista Musumeci (primo firmatario Gino Ioppolo) hanno presentato un Disegno di legge proprio per consentire agli elettori di esprimere due voti di preferenza, “uno per un candidato di genere maschile ed uno di genere femminile”, allo scopo di garantire alle donne non soltanto un numero pari tra i candidati, ma una presenza numericamente paritaria anche fra gli eletti.

Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle all’Ars, Giancarlo Cancelleri, invece illustra i pericoli che si celano dietro l’approvazione del nuovo sistema elettorale per le elezioni comunali in dirittura d’arrivo all’ Ars, che domani è chiamata ad esprimersi in merito.

“C’è certamente bisogno di una partecipazione più numerosa alla vita della politica del Paese da parte delle donne – afferma Cancelleri – ma le controindicazioni potrebbero essere devastanti se il provvedimento non fosse accompagnato da opportuni correttivi”.
Cancelleri si riferisce al pericolo del ricorso ad accoppiate con alcuni nomi “civetta”, che consentano ai ras del voto di controllare l’operato degli elettori nel segreto delle cabine elettorali.

“Il nostro correttivo – spiega Cancelleri- si chiama spoglio unificato, il vero argine al voto di scambio. Lo abbiamo inserito in un emendamento alla legge e prevede, a chiusura delle urne, il trasferimento, tramite forse di polizia, delle schede dalle varie sezioni in cui si è votato presso un’unica sezione unificata per i Comuni con meno di 10 mila abitanti e in sezioni unificate di 15 mila cittadini aventi diritto al voto per città più grandi. Qui avverrebbe lo spoglio delle schede, alla presenza dei presidenti di seggio”.
Il Movimento Cinque Stelle mira a portare a casa anche un altro risultato sul fronte trasparenza in sede di elezioni: l’abolizione delle tendine dalla cabine.

“Si deve votare – dice il deputato Giorgio Ciaccio – senza le tendine nelle cabine, come avviene in tantissimi paesi, come, ad esempio, negli Usa. La privacy sarà comunque garantita e si scongiurerà l’uso di telefonini o apparecchi telefonici, eccezionali strumenti di prova nelle mani dei burattinai del voto”.

I deputati del Movimento Cinque Stelle sono fiduciosi nel benevolo accoglimento degli emendamenti da parte dell’Aula.
“Non vediamo – afferma Cancelleri – chi potrebbe bocciarli. Un voto contrario, infatti, sarebbe spiegabile solo con interessi che viaggiano in direzione diametralmente opposta a quella della trasparenza e della democrazia”.

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Un Commento

  1. A Cancelleri bisognerebbe spiegare che in caso di approvazione della doppia preferenza sia la (demenziale) abolizione delle tendine che lo (sacrosanto) spoglio unificato verrebbero comunque vanificati dalla possibilità di segnalare il voto tramite le donne “civetta” (ma anche gli uomini, visto che il testo prevede che in caso di doppio voto maschile il primo sarà comunque valido).

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