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Sicilia: tra debiti e crediti e decreti ingiuntivi è guerra fra poveri.

Crocetta(di Francesco Panasci) Parola d’ordine? Decreto ingiuntivo!

Quello che sta accadendo in Sicilia non ha precedenti. E’ guerra tra imprese che si scontrano per riscuotere i loro crediti.

Da una indagine svolta si è accertato che in Sicilia le imprese chiudono, nella maggior parte dei casi,  per crediti vantati e non per debiti. Nel dettaglio un imprenditore che vanta un credito se non incassato per tempo rischia di trasformarsi in un bomerang. Il credito non incassato, e quindi non più “certo”, crea  disagi e problemi all’impresa che, avendo fatto fede a quell’incasso, ha stipulato accordi con altri privati facendo debiti a cui non potrà fare fronte. Se poi questi crediti vantati sono tanti e inesigibili  il rischio si trasforma in certezza di chiusura o peggio di fallire.

L’indagine svolta si rivolgeva sia alla Pubblica Amministrazione verso i privati, che a  privati verso altri privati.  Cambiando soggetto non cambiava il risultato:  un disastro assoluto.

Se da un parte c’è un imprenditore che vanta dei crediti e rischia di chiudere,  dall’altra c’è un debitore che non ha pagato  perchè a sua volta non ha incassato i suoi crediti. Una situazione di tipo “domino”. Una catastrofe a catena.

Inatnto tutte le attività continuano a soffire  la crisi che, a quanto dicono gli esperti di economia, durerà e scemerà nell’arco di un decennio.

Dieci anni ancora di crisi economica?

Si, gli esperti dicono proprio così, anche se il governo nazionale ha parlato più volte di una leggera “ripresa” (0,1%) che dovrebbe fare bene sperare.  Pure il governo regionale siciliano con a capo Crocetta ha più volte detto (lo diceva pure prima, da tre anni): “…che tutto sommato le cose vanno bene…”. Intanto ieri, 14/07/2016,  l’Istat riportava bene altre notizie. Anzi brutt’altre notizie: l’Italia è più povera che mai e certificava l’incapacita poolitico-amministrativa nel rispondere a tanta crisi e al crescente aumento dei poveri in Italia.

Anche Eurostat ha certificato che il nostro Paese ha più poveri rispetto agli altri Pasesi Europei, superando Spagna e Portogallo. Una situazione da fare paura.

Gli italiani vivono, se così si può dire, in condizioni di vera povertà. Si parla di quasi  7 milioni di poveri,  l’11,5% della popolazione. Un situazione da Paese sottosviluppato. 

Sette milioni di persone che non sono  più in grado di affrontare la quotidianietà: sostenere la propria famiglia, far studiare i propri figli, pagare mutui e finanziamenti firmati un tempo. Nel frattempo sono aumentate le diffide, le ingiunioni, i decreti ingiuntivi da parte di banche verso i cittadini, tra banche e imprese e tra le stesse imprese. Una guerrra aperta, un braccio di ferro tra poveri e poverazzi. Una catena di disastri a cui se non si porrà fine,  andrà a rischio l’intero sistema produttivo del paese e sarà una catostrofica eredità che lasceremo ai nostri figli se non migreranno.

Nel frattempo,  mentre la gente muore di fame e di altro, come se nulla fosse i Signori della casta pongono l’attenzione verso: il REFERENDUM.  Un altro “colpo di grazia” destinato al popolo italiano.

 

 

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Panasci

Giornalista editore e musicista. Da 20 anni anche produttore

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