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Sicilia, ddl per rilevare la qualità dei servizi della p.a.

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I deputati del Gruppo parlamentare Lista Musumeci (primo firmatario Gino Ioppolo) hanno presentato un Disegno di legge per introdurre in Sicilia procedure per rilevare la qualità, percepita dai cittadini, dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione.

In base alla proposta del Gruppo Lista Musumeci, è previsto che le amministrazioni regionali, le autonomie locali, le aziende unità sanitarie locali, le aziende ospedaliere e tutti gli enti sottoposti a vigilanza e controllo da parte della Regione Siciliana, predispongano idonei sistemi di verifica e di valutazione della qualità ed efficacia, percepita dai cittadini, dei servizi prestati.

Nel predisporre questi sistemi per verificare la qualità ed l’efficacia dei servizi prestati, il Ddl prevede l’adozione di criteri, che prevedano la corretta e tempestiva pubblicizzazione dei servizi erogati; la periodicità delle rilevazioni; l’adozione di idonee misure atte a garantire la partecipazione degli utenti alle procedure di valutazione; l’applicazione di specifici parametri e strumenti di misurazione della qualità dei servizi percepita; la pubblicizzazione, con mezzi idonei, dei risultati delle rilevazioni; le modalità attraverso cui si definiscono e, conseguentemente, si applicano le nuove strategie di intervento ed i programmi di miglioramento dei servizi, in correlazione con i risultati delle rilevazioni effettuate; la creazione di specifiche competenze professionali necessarie alla progettazione e alla gestione delle rilevazioni.

“La partecipazione dei cittadini per valutare la qualità e l’efficacia dei servizi prestati – sottolineano i deputati del Gruppo Lista Musumeci – è, oggi, un’esigenza largamente riconosciuta. La misurazione del grado di soddisfazione degli utenti o, in altri termini, del grado della qualità percepita, deve servire ad ascoltare e a comprendere a fondo i bisogni che il cittadino esprime, a porre attenzione costante al suo giudizio, a sviluppare e a migliorare la capacità di dialogo e di relazione tra chi eroga il servizio e chi lo riceve. Consente, inoltre, alle amministrazioni, di uscire dalla propria autoreferenzialità, aiutandole a conoscere e a comprendere i bisogni dei destinatari ultimi delle proprie attività e a programmare, di conseguenza, sia le politiche pubbliche che il sistema di erogazione dei servizi”.

“Occorre, quindi, – concludono – che le amministrazioni diventino maggiormente capaci di dare valore al punto di vista del cittadino e che l’ascolto diventi una funzione permanente, pianificata, organizzata e governata dei servizi pubblici”.

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Un Commento

  1. Perfettamente d’accordo mi piacerebbe avere un questionario che valuti la qualità percepita anche per le azioni politiche a cominciare dai comuni .

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