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Sicilia, dall’integrazione dei popoli alla follia umana: il “viaggio” di Giacomo Alessi

È una Sicilia travagliata, consumata, tormentata quella di Giacomo Alessi. È un’anima mistica, che si colora ogni giorno di nuovi sentimenti ed emozioni, quella dell’artista-ceramista di Caltagirone. La mostra “Giacomo Alessi. Il viaggio” presentata al Sicilia Outlet Village sabato 15 marzo nella Piazza Eventi, alla presenza del direttore Anna Resina, è una rappresentazione del suo mondo, della sua filosofia, delle idee che esplodono attraverso la costruzione di nuovi codici e linguaggi.

«Per la prima volta le sue opere più intime diventano installazioni da fruire e da studiare – ha sottolineato il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania Virgilio Piccari – offrendo al pubblico l’opportunità di scovare e snidare dalle stanze che custodiscono la sua collezione privata, immagini e miti, tradizioni e stereotipi, poesie e narrazioni che vengono da lontano. Una spinta propulsiva per promuovere il territorio attraverso l’arte e le tradizioni siciliane».

C’è la convivenza tra i popoli e l’integrazione delle idee nel suo “Cupole e Minareti”, «un’opera dentro la quale risiedono preghiere che si rivolgono a un unico Dio – ha detto lo scrittore siciliano Domenico Seminerio, presente all’evento – invocato con accenti diversi ma con lo stesso ardore. Un omaggio all’illuminata tolleranza religiosa di quel Federico II che sposò la Sicilia, protettore delle Arti e rinnovatore dello spirito».

E c’è tutta la stanchezza di un lungo viaggio attorno alla vita, in quell’”Itaca” che dal poeta greco Kostantino Kavafis prende spunti e tratti nostalgici: «Un cammino che è ben rappresentato da “Isole” colorate – ha spiegato Giacomo Alessi – che raffigurano l’approdo, ma a volte anche il triste raggiungimento di una tappa da affrontare e sorpassare, con l’obiettivo di trovare una dimensione intimistica, senza tempo e senza spazio: quella della felicità. Nel processo creativo che accomuna l’uomo all’animale si innesta “La Peste”, con i suoi 350 topi, metafora del male che attecchisce nella mente dell’uomo propagandosi come un’epidemia inarrestabile, dove s’intravedono gli spettri di una contemporaneità corrotta e dannata. Una peste che da Albert Camus – ha continuato l’artista – trae spunto per raccontare il castigo che Dio infligge agli uomini per espiare i peccati, per trovare riscatto attraverso la purificazione, nella sua accezione più sublime di consapevolezza».

Tra gli interlocutori di Alessi non ci sono solo Eroi e Dei, ma anche folli, che con l’arte e per l’arte hanno vissuto tra lucida pazzia e razionale mania. Dall’antichissima tradizione della terracotta prende vita la degenerazione delle mente umana, che però – a futura memoria – si trasforma in genio e creatività, estro e talento. Eccola la sua “Nave” in corsa verso mete indefinite, in un mare che è quiete e tempesta, tormento e armonia dei sensi. Per finire con “I sassi” che non sono polvere, ma pesanti macigni che materializzano il dolore e le atrocità della vita: un monumento alla resistenza; un golgota che si riempie di significati, incarnando lo sviluppo storico dell’umanità.

La mostra è visitabile fino al 21 aprile tutti i sabati e le domeniche, dalle 10 alle 21, nella Piazza Eventi del Sicilia Outlet Village. Ingresso libero.

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